Notte dei Cristalli, il Papa: un dolore ancora oggi

Nel giorno-memoria dei settant'anni del via alla persecuzione degli ebrei: "Mai più gli orrori dell’antisemitismo". Il Pontefice condanna gli eccidi in Congo e lancia un appello per la pace

«Ancora oggi provo dolore» per la Notte dei Cristalli che diede «inizio alla sistematica e violenta persecuzione degli ebrei tedeschi»: bisogna educare i giovani «contro ogni forma di antisemitismo» perché questi fatti «non si ripetano mai più». Sono le parole con le quali Benedetto XVI, dopo aver recitato la preghiera dell’Angelus, ha ricordato il settantesimo anniversario della Kristallnacht, che segnò l’avvio della persecuzione sistematica degli ebrei da parte dei nazisti. Il 9 novembre 1938, anniversario del putsch di Monaco compiuto da Adolf Hitler 15 anni prima, i nazisti picchiarono, violentarono e uccisero: centinaia di ebrei vennero assassinati, migliaia di loro furono rastrellati; vennero incendiate le sinagoghe e distrutti 1.400 negozi ebraici.

Ricordando l’anniversario, Papa Ratzinger ha citato lo scatenarsi della «furia nazista contro gli ebrei»: «Furono attaccati e distrutti negozi, uffici, abitazioni e sinagoghe, furono anche uccise numerose persone, dando inizio alla sistematica e violenta persecuzione degli ebrei tedeschi, che si concluse nella Shoah». «Ancora oggi – ha aggiunto il Pontefice – provo dolore per quanto accadde in quella tragica circostanza, la cui memoria deve servire a far sì che simili orrori non si ripetano mai più e che ci si impegni, a tutti i livelli, contro ogni forma di antisemitismo e di discriminazione, educando soprattutto le giovani generazioni al rispetto e all’accoglienza reciproca. Invito, inoltre – ha concluso Benedetto XVI – a pregare per le vittime di allora e a unirvi a me nel manifestare profonda solidarietà al mondo ebraico».

L’allora cardinale Eugenio Pacelli, nel novembre 1938 segretario di Stato di Pio XI, invitò il cardinale arcivescovo di Westminster, Arthur Hinsley, a intervenire pubblicamente in nome del Pontefice a una manifestazione in favore degli ebrei «immeritatamente sofferenti e afflitti». Coraggiosa fu la denuncia del parroco della cattedrale di Berlino Bernhard Lichtenberg, che nel 1943 morirà di sfinimenti prima di giungere al campo di concentramento: «Ciò che sarà domani non lo sappiamo. Ma ciò che è avvenuto oggi l’abbiamo vissuto. Là fuori brucia la sinagoga: anch’essa è casa di Dio». I vescovi statunitensi condannano il pogrom della Kristallnacht, lo stesso fecero i cardinali di importanti diocesi in Belgio, Francia e Italia. A Monaco di Baviera, il cardinale Faulhaber riuscì a far mettere in salvo i rotoli della Torah prima che la sinagoga fosse saccheggiata, come ha attestato il diplomatico israeliano Pinchas Lapide.

All’Angelus, dopo aver ricordato una persecuzione di ieri, Benedetto XVI ha lanciato un appello per fermare distruzioni e violenze di oggi, e ha citato le «inquietanti notizie dalla regione del Nord-Kivu» in Congo, gli scontri armati e le «sistematiche atrocità» che provocano vittime innocenti e più di un milione e mezzo di profughi.