Di notte al Monumentale si va a caccia di sepolcri

Luca Pavanel

Oltre a nottambuli e affini esiste un'altra «stirpe» che prova gusto a muoversi al buio o giù di lì. Sono gli amanti, a varie gradazioni, dei percorsi d'arte funeraria che non disdegnano un'eventuale passeggiata tra le tombe.

No, non è un'ipotesi, forse si dirà «soltanto un gioco dal sapore sociologico». Probabile. Fatto sta che le idee si chiariscono dopo aver dato un'occhiata al numero dei «mi piace» cliccati su Facebook a I misteri del cimitero Monumentale di Milano, pagina aperta sul social per informare sulla «gita» a più date - dal 14 gennaio - nel suddetto luogo. Orario tardo pomeridiano per non esagerare. Ebbene: oltre 1.600 voti di gradimento in poche ore (rilevazione delle 18,47 di ieri, ndr); partecipanti sulla carta quasi 200. Il luogo, recita il manifesto, «è a tratti misterioso». Al calar della notte «l'atmosfera diventa ancora più suggestiva». Tour fra tombe sinistre, leggende e storie di vite passate. «Ombre e silenzio faranno da cornice», è la previsione. Visita condotta da Valeria che di dark non ha proprio nulla. Ma il «brivido è certo» e su questo non c'è da aver dubbi, visto che il meteo ci mette la mano sul fuoco che si andrà sotto lo zero un giorno sì e l'altro no.

Poi niente paura sull'assistenza. Certamente niente scaldini e coperte che rallenterebbero i drappelli dei curiosi di turno. L'appoggio è assicurato nel senso che il turista d'arte funeraria viene doviziosamente fornito di una torcia, affinché possa ammirare monumenti e sepolcri colorati dai crisantemi; e magari, non ultimo, per evitare di perdersi dentro un cimitero dell'Ottocento che misura 250mila metri quadrati. Eh sì.

Sarebbe alquanto «disdicevole» passare qualche brutto quarto d'ora all'addiaccio, prima di essere recuperati. La gita prolungata per sbadataggine dopo l'orario di chiusura (fissato per le ore 18) aprirebbe le porte a un altro tour forse meno desiderato. Quello tra le paure che magari arrivano quando restiamo troppo soli, in un silenzio assordante, alle prese coi nostri fantasmi.