Nucleare, Iran: al via prima centrale

L'impianto è stata inaugurato da funzionari iraniani e russi nel porto meridionale di Bushehr a 35 anni dall’inizio della sua costruzione. L’obiettivo annunciato da Teheran è produrre elettricità. Usa: "Non c'è nessun rischio di proliferazione nucleare"

Teheran - Inizia per l'Iran l'era nucleare. La prima centrale è stata inaugurata da funzionari iraniani e russi nel porto meridionale di Bushehr a 35 anni dall’inizio della sua costruzione. Con l’apertura dello stabilimento di fabbricazione russa, 82 tonnellate di combustibile nucleare già consegnate sigillate all’Iran dalla Russia sono state aperte dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) e conservate in un contenitore esterno in prossimità del reattore. Il carburante verrà gradualmente versato nel reattore sotto la supervisione dell’Aiea e, secondo le previsioni, occorreranno due mesi prima che il reattore raggiunga il 50% della sua capacità e quindi, in sei-sette mesi, la centrale e il suo reattore da mille megawatts potranno essere collegati alla rete nazionale elettrica iraniana.

Produrre energia elettrica L’obiettivo annunciato da Teheran è produrre, con l’aiuto di Mosca, elettricità sufficiente per rispondere alla crescente domanda nazionale di energia. All’inaugurazione dell’impianto hanno partecipato il vicepresidente Ali Akbar Salehi, responsabile dell’agenzia nucleare iraniana e Serghiei Kiriyenko, direttore della Rosatom, l’agenzia di Stato russa per l’energia atomica. Con l’apertura dell’impianto di Bushehr, ha detto Salehi, "la Russia si è resa immortale" nella storia della Repubblica iraniana.

Usa: "Nessun rischio di proliferazione nucleare" L’entrata in funzione della centrale nucleare iraniana di Bushehr non rappresenta alcun rischio di proliferazione: lo ha affermato il Dipartimento di Stato americano, sottolineando come l’impianto sia destinato ad un utilizzo civile e la sua attività sia sorvegliata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (aiea) e dalla Russia. Tuttavia proprio la cooperazione russa nella fornitura e recupero del combustibile nucleare dimostra come "l’Iran non abbia affatto bisogno di possedere delle autonome capacità di arricchimento se le sue intenzioni sono pacifiche", ha concluso il portavoce del Dipartimento, Darby Holladay.