Il nulla nel programma dell’Unione

Franco Battaglia

Cosa ci sarà scritto mai in 281 pagine di programma dell’Unione? La curiosità è forte. Anche perché, se ogni pagina contenesse una sola cosa da fare, avrebbero, comprese le domeniche e le feste comandate, 7 giorni di tempo per farla: dopo di che sarà trascorso un lustro e finita la legislatura. Invece, per una buona metà il «programma» è occupato da una ripetitiva litania sui disastri dell’operato del governo uscente «che - gli viene rimproverato - ha continuato a legiferare a tutto campo» (pag. 15). Siccome, poi, devono essersi accorti che forse è proprio questo il compito di un parlamento, cinque righe più sotto, il capo d’accusa contro il governo uscente è diventato, come per incanto, la sua «colpevole inerzia».
Una buona metà dell’altra metà contiene pillole dell’Unione-pensiero su ogni settore dell’amministrazione della cosa pubblica (e della vita, in generale). Ad esempio, recita il «programma» dell’Unione (riporto testualmente, pag. 147): «Il concetto di “montanità” non può più prescindere da un elemento altimetrico coniugato con il grado di accessibilità dei territori, con gli indici Istat di invecchiamento della popolazione, con le condizioni climatiche, con la pendenza delle superfici e con la durata del periodo vegetativo. Questi criteri saranno definiti dalla normativa nazionale, in quanto unificanti e di principio. Potranno essere meglio dettagliati dalle regioni secondo le loro specificità territoriali. Tutto ciò perché la montagna delle Alpi è diversa da quella degli Appennini e le risorse sono scarse con la necessità di focalizzare gli interventi selezionandone i beneficiari». Chiaro, no? Oppure (pag. 214): «Crediamo che i porti debbano essere collegati fra loro: a tal fine, massima accelerazione sarà data al progetto delle Autostrade del Mare». A pag. 227: «Apprendere lungo tutto il corso della vita è un diritto inalienabile di ciascuno». A pag. 261: «Affermiamo il diritto di ciascuno a comunicare il proprio pensiero». Da quel che rimane di quel tomo, bisogna ancora epurare i propositi velleitari, del tipo (pag. 274): «Dobbiamo dare allo spettacolo dal vivo un progetto politico forte, in cui sia forte il ruolo pubblico e che renda lo spettacolo un fattore strategico di crescita sociale ed economica dei territori»; oppure (pag. 278): «Lo sport è di tutti. Bisogna sviluppare una cultura del movimento come valore e come strumento di crescita umana». E bisogna epurarlo anche delle promesse generiche (del tipo «saremo più bravi, buoni e belli di quelli che hanno finora governato»). Si sarà rimasti, alla fine, con l’elenco delle cose che farebbero se vincessero le elezioni.
Loro, che hanno modificato il Titolo V della Costituzione, tengono curiosamente a precisare che (pag. 10) «non vogliamo riscrivere la Costituzione ma tutelarla, anche elevando il quorum necessario per modificarla, così da scongiurare future riforme», che è un po' come scrivere su un cartello «vietato leggere», visto che per elevare il quorum per modificare la Costituzione bisogna modificare la Costituzione. Dicono pure (stessa pag. 10): «Puntiamo a ridurre il quorum previsto per la validità della consultazione referendaria» e, per i cittadini stranieri, «proponiamo il diritto di elettorato amministrativo, attivo e passivo» (pag. 72). Due misure che - senza entrare nel merito - richiedono, appunto, la modifica della Costituzione.
Siccome non sono giurista, e men che meno un costituzionalista, salto a pag. 153: «Alla luce (alla luce?) della nuova e crescente sensibilità nei confronti degli animali, ci impegniamo (si impegnano, perbacco) affinché il nostro rapporto con essi sia il più informato, solidale e rispettoso. Proponiamo di salvaguardare il benessere (dicesi benessere) di tutti gli animali utilizzati dall'industria zootecnica durante l'allevamento e la macellazione (dicesi macellazione). Proponiamo di abolire la ricerca e la sperimentazione che ne facciano uso». Chissà su chi si sperimenteranno nuovi farmaci o nuove tecniche di trapianti. Alla sanità, vorrei poter apprezzare quel che sarebbe il loro primo atto di governo (pag. 189): «Come primo (dicesi primo) atto di governo l’Unione propone di indire gli Stati generali della sanità. Gli Stati generali devono essere strutturati come momento (momento?) di proposizione e di monitoraggio del programma di governo».
Quanto alle grandi opere, assieme all’ovvia sospensione del Ponte sullo Stretto (pagg. 140 e 214) e all’interramento delle linee elettriche per via dell’elettrosmog (pag. 148), veniamo informati della posizione centrale e strategica di quel di Battipaglia (pag. 214): «Crediamo che debba essere realizzata la progressiva (progressiva?) velocizzazione della Battipaglia-Reggio Calabria e della Battipaglia-Potenza». Personalmente, ho anche appreso che la «Napoli-Bari è interconnessione fondamentale fra la penisola iberica e i Balcani». Non l’avrei mai sospettato. Fondamentale, pure. Sull’energia, si riconosce (pag. 141) che «la competitività del paese ha bisogno di energia a minore costo». Bisogno che intenderebbero però soddisfare (pag. 143) incentivando con denaro pubblico per lo sfruttamento dell’energia solare (fotovoltaico, eolico, biomasse) e negando esplicitamente la possibilità di ripresa del programma nucleare. Peccato che il risultato inevitabile sarà l’aumento vertiginoso dei costi dell’energia, visto che il sole si ostina a non brillare più di così. Sul fisco, realizzeranno (pag. 204) «il ripristino della tassa di successione», e sui trasporti ricorreranno (pag. 140) a «politiche atte alla disincentivazione dell'uso del mezzo privato». Sulla scuola (pagg. 227 e 232): «Vogliamo segnare una netta discontinuità con quanto fatto dal centrodestra: apriremo una nuova grande stagione di alfabetizzazione e abrogheremo la legislazione vigente. Vareremo una legge per alfabetizzare e rialfabetizzare». Interessante, questa (pag. 228): «La progettualità e l’innovazione che vengono dal territorio sono risorse preziose, cui dovremo dare spazio, accogliendo il dibattito culturale e le sperimentazioni coraggiose». Sapete cosa significa? Significa che nelle scuole si riprenderà a insegnare aria fritta in abbondanza: «apprendere lungo tutto il corso della vita» più che un «diritto» sarà una necessità. E infatti (pag. 239): «Vanno seguiti con attenzione i primi risultati della laurea specialistica anche rinunciando a rigide scansioni temporali a favore di forme più flessibili». Sapete cosa significa? Significa ripristinare e alimentare la condizione degli studenti fuori-corso, degli studenti a vita, appunto; e significa ammettere il fallimento della riforma degli studi universitari di Berlinguer, che nacque con lo scopo di risanare la piaga dei fuori-corso.
Alla fine, però, mettono le mani avanti: «Non è possibile raggiungere questi obiettivi in tempi brevi. Ma è possibile dare una chiara indicazione dello scenario cui si tende, proponendo una “profezia credibile”». Sapete cosa significa? Significa che Romano Prodi, dovesse vincere le elezioni, si cimenterà in una seconda seduta spiritica.