La nuova «logistica» dell’Esercito si mette in mostra a Montelibretti

Presentati gli ultimi ritrovati della tecnologia informatica per uso militare

Antonino Torre

Dal periodo dei blocchi contrapposti, in cui ai nostri militari era assegnato un compito prevalentemente difensivo del territorio nazionale nell’ambito del più ampio schieramento dell’Alleanza Atlantica, oggi essi si vedono impegnati in operazioni di sostegno o di ripristino della pace, a migliaia di chilometri di distanza dalle loro sedi stanziali.
L’organizzazione logistica militare, ossia quel complesso di attività finalizzate alla predisposizione, al mantenimento e all’alimentazione degli uomini, dei mezzi e degli armamenti in dotazione che, fino agli anni ’90, era considerata cosa di poco conto in quanto faceva capo alle strutture esistenti sul territorio nazionale, nei nuovi scenari internazionali, oltre a doversi profondamente ristrutturare per essere in grado di proiettarsi nei vari teatri d’operazione, è assurta a un ruolo determinante per il conseguimento del successo.
Questo, in sintesi, è stato il senso delle parole con le quali il sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Emilio Marzo, ha aperto i lavori del convegno dal titolo “La nuova logistica: fenomeno di polarizzazione interdisciplinare”, che si è tenuto a Montelibretti, presso il Centro Polisperimentale dell’Esercito. Il convegno, organizzato dal Comandante della Logistica dell’Esercito, generale Giorgio Ruggieri, ha avuto come relatori illustri esponenti del mondo accademico, industriale e militare ed è stato seguito, con grande interesse, da alcune centinaia di partecipanti fra i quali non pochi stranieri.
I vari relatori, sulla base della propria esperienza personale, vuoi accademica che manageriale, hanno illustrato, sotto tutte le angolazioni, il tema proposto e sono stati concordi nell’affermare come, con l’utilizzazione delle tecnologie informatiche e una maggiore sinergia fra la Forza Armata e il mondo dell’industria, si possano raggiungere quegli obiettivi di efficienza e di efficacia, non disgiunti da un impiego ottimale delle sempre più esigue risorse di bilancio.
Alla prima parte del convegno è seguita un’esercitazione di simulazione pratica del funzionamento di un Centro logistico campale completamente “digitalizzato” e automatizzato nelle sue varie componenti di: rifornimento di munizioni, riparazione e manutenzione di mezzi, primo soccorso sanitario e sgombro del personale rimasto ferito.
L’industria della Difesa era ampiamente rappresentata, in un apposito spazio espositivo, dai gruppi più importanti, sia nazionali sia internazionali, quali: la Iveco Fiat-Oto Melara (mezzi ruotati e cingolati), l’Agusta Westland (elicotteri), la Thales (telecomunicazioni), la Saima e la Skilink (trasporti a lungo raggio), la Selex S.I. (radar e sistemi di comando e controllo).
Molto interesse hanno suscitato, inoltre, quelle che potremo definire le ditte minori che operano, con successo, nel settore militare. Fra queste ultime, un ruolo di spicco lo ha sicuramente la Blustaff, una giovane azienda con sede nel Lazio, specializzata in un settore molto avanzato della tecnologia informatica, quello dell’utilizzazione, ai fini della sicurezza, di sistemi di riconoscimento delle impronte digitali, tecnologia molto complessa utilizzata di recente in un progetto commissionato dalla Telecom S.p.A., e con una grossa esperienza nella realizzazione di Carte elettroniche (smart card) contenenti tutti i dati di natura anagrafica, sanitaria e di servizio, usate dai militari.
Il convegno si è concluso con l’intervento, molto applaudito dai presenti, di Roberta Pinotti, presidente della commissione Difesa della Camera, la quale dopo essersi dichiarata molto interessata ai temi che erano stati affrontati, ha affermato che, dal suo personale punto di vista, le sembrava abbastanza irrazionale, da parte delle autorità governative, chiedere alle Forze Armate un impegno sempre più pressante e, nel contempo, continuare a decurtare le risorse di bilancio a esse destinate.