Nuova vita dopo due anni per la Biblioteca di Lugano

Ristrutturata e ampliata, custodisce gli scritti di Prezzolini, Flaiano, Tomizza e Ceronetti: «Siamo pronti ad accogliere anche altre carte»

Elisabetta Pisa

Lugano è pronta ad accogliere le carte di altri intellettuali italiani. Custodisce già quelle di Prezzolini, Flaiano, Ceronetti, Tomizza e Angioletti. Documenti conservati, catalogati e messi a disposizione per la consultazione dalla Biblioteca Cantonale, che venerdì riaprirà dopo due anni di restauri. Un sobrio intervento conservativo, firmato dagli architetti Michele e Francesco Bardelli di Locarno, accompagnato da lavori di ampliamento che offrono ora la possibilità di accogliere altri fondi.
L’operazione è costata circa 8 milioni di franchi. È stato realizzato un corpo nuovo al piano inferiore per l’Archivio Prezzolini, accolto in uno spazio di documentazione e di studio del tutto particolare, delimitato da lastre di granito verticali. Sono poi stati riorganizzati e ristrutturati gli spazi esistenti.
Al piano terreno la sala Tami - dal nome dei fratelli Carlo e Rino, gli architetti che negli anni Quaranta hanno progettato la struttura in stile Bauhaus - ha riacquistato il suo ruolo di luogo dedicato alla lettura e alla meditazione, dotato di una strumentazione audiovisiva per gli appuntamenti culturali. Al piano inferiore le sale del Libro, di Studio e della Documentazione dispongono di diverse postazioni informatizzate, oltre a offrire la possibilità di consultare i libri di recente acquisizione.
«La maggior parte del nostro patrimonio librario rimarrà ancora racchiuso nei magazzini – dice il direttore Gerardo Rigozzi -. Per ragioni logistiche non è stato possibile fare in modo che i lettori vi potessero accedere direttamente. Ma il potenziamento della strumentazione informatica e la creazione di una seconda postazione per il prestito potranno sopperire a questa mancanza».
Nella Biblioteca trovano spazio anche una mediateca e una sala di studio per attività di carattere seminariale con la proposta di incontri letterari e di momenti di introduzione alla ricerca bibliografica attraverso le nuove tecnologie. I lettori, poi, potranno accedere a testi digitalizzati su Dvd, tra cui i quotidiani locali.
Attualmente la Biblioteca, immersa nel verde del Parco Ciani, sul lungolago, dispone di 300mila volumi, raccolti nel corso degli anni. «Il nostro archivio - dice lo storico Luca Saltini - per la ricchezza di materiali è al livello del Centro Manoscritti di Pavia e del Vieusseux di Firenze».
È il frutto di lasciti, donazioni e acquisizioni che hanno favorito il dialogo con l’Italia. Un rapporto che si è sviluppato nel Novecento. «Giovanni Spadolini, ad esempio, era di casa – precisa Rigozzi -. Gli intellettuali che ci hanno lasciato le loro carte avevano un rapporto affettivo con il Ticino».
Prezzolini abitava a Lugano, Ceronetti va a trovare spesso i suoi amici ticinesi. Ennio Flaiano aveva portato in Svizzera la figlia malata per darle un’adeguata assistenza. Lo scrittore milanese Angioletti aveva vissuto in Ticino: è stata la figlia a portare le sue carte a Lugano. Una fitta trama di relazioni che la Biblioteca cantonale vuole continuare a coltivare, intensificandole. «Abbiamo tuttora parecchi contatti con intellettuali italiani – afferma il direttore -. I nuovi fondi sono sempre i benvenuti».
Venerdì prossimo è prevista l’inaugurazione della rinnovata struttura. Alle 17 nella sala delle Esposizioni aprirà la mostra «Da Montale a Montale. Autografi, disegni, lettere, libri», a cura del Centro Manoscritti dell’Università di Pavia, in collaborazione con la Biblioteca.
L’esposizione, che verrà presentata da Arturo Colombo e rimarrà aperta fino al 21 gennaio, è già stato ospite della Spagna, a Madrid. Un altro appuntamento, che si inserisce nelle manifestazioni organizzate in occasione della riapertura, è la presentazione del volume «Squarci di storia pietroburghese e moscovita nelle immagini del fotografo Ivan Bianchi. Fondo fotografico della Biblioteca Cantonale di Lugano», a cura di Mario Redaelli e Pia Todorovic Redaelli, in programma martedì, 6 dicembre alle 18. Chiuderà i «festeggiamenti», giovedì 15 dicembre, alle 18, la presentazione del volume «Progetto Biblioteca. Spazio, storia e funzione della Cantonale di Lugano».
e.pisa@tiscali.it