Le nuove conquiste per il cuore

Greco: «Dal 2004 in tutto il mondo sono state impiantate 900 protesi cardiache senza l’intervento chirurgico»

Interventi al cuore sempre meno invasivi, per poter curare un numero maggiore di pazienti, anche in condizioni non ottimali e di età avanzata. Negli ultimi anni la cardiochirurgia ha subito un’evoluzione che consente di ridurre molto il peso delle complicanze postoperatorie e di favorire un rapido ritorno alla vita normale. Ne parliamo con Ernesto Greco, uno dei primi italiani a specializzarsi in chirurgia minimamente invasiva, che da 10 anni opera in Spagna, prima all’ospedale dell’Università di Barcellona e ora nel Policlinico di San Sebastian.
«Il top della innovazione nel nostro campo -spiega- è rappresentato dall’impianto della valvola cardiaca senza intervento chirurgico e circolazione extracorporea. Negli ultimi 3 anni, il primo caso del 2004 in Francia, sono stati introdotti metodi rivoluzionari che consentono l’installazione di protesi cardiache percutanee o, più propriamente, trans-catetere. Fino ad oggi ne sono state impiantate più di 900 in tutto il mondo, prevalentemente in tre centri: in Francia, in Germania e in Canada. Sono tecniche ancora in fase di studio, ma l’obiettivo è raggiungere risultati ottimali simili a quelli ottenuti da più di venti anni con le tecniche tradizionali o le attuali minimamente invasive, con più di 200 mila valvole impiantate ogni anno nel mondo. E questo soprattutto per far accedere a questo tipo di interventi anche persone che normalmente vengono escluse sia per l’età sia perchè non sono in condizioni fisiche da affrontare il rischio. Si calcola che solo in Europa circa il 30 per cento dei pazienti da operare di valvola aortica o rifiutano di sottoporsi all’intervento o vengono sconsigliate dal proprio medico curante. La prima grande rivoluzione di questi anni in cardiochirurgia ha modificato l'accesso chirurgico, passando dalle grandi incisioni del passato ad una chirurgia con piccole vie di accesso (port) di pochi centimetri e con l'ausilio di tecnologie video-endoscopiche che permettono di vedere la valvola cardiaca su uno schermo. Ma adesso si va oltre. «Le nuove valvole cardiache - dice Ernesto Greco -, realizzate con materiale biologico, sono autoespandibili e si introducono attraverso l’inguine, percorrendo l’arteria femorale e l’aorta. La tecnica è realizzata con l'aiuto dell’ecografia e della radiologia. Una variante sofisticata è l’introduzione della valvola cardiaca attraverso la punta del ventricolo sinistro, con un microaccesso chirurgico tra le costole».