Nuove idee per spennare aspiranti scrittori

In Italia non tutti hanno un libro sul comodino ma molti hanno un romanzo nel cassetto. Una contraddizione che ha spinto l’attivissimo e giovane editore Giulio Perrone, subissato da un diluvio di manoscritti, con conseguenti problemi di spazio, rischi d’incendio e difficoltà di valutazione, a trasformare gli aspiranti autori in lettori, il piombo in oro. Non solo promuovendo circoli di lettura in tutt’Italia, da Modica ad Alessandria, ma anche offrendo una scheda valutativa per l’opera inedita di chi è disposto a comprare un pacchetto di quattro libri della casa editrice a prezzo scontato. Una strategia tra la nemesi e il marketing. Non basta: per far sì che non si tratti di semplice acquisto senza lettura, perché la nemesi sia completa (e anche il marketing) Perrone offre all’aspirante scrittore la possibilità di vedersi pubblicata la recensione di uno dei quattro volumi del pacchetto sul sito della casa editrice, giulioperroneditore.it.
In altre parole: vuoi essere letto? Vuoi la scheda valutativa del tuo manoscritto? Allora apri il portafogli, leggi Perrone e scrivi a tua volta una scheda valutativa, visto che oggi questo tipo di partecipazione è molto apprezzata e fa community. Dunque l’aspirante autore rappresenta un potenziale consumatore, una risorsa economica oltre che, per certi versi, uno scocciatore. I pacchetti di libri costano 50 euro e comprendono vari titoli a scelta, più un fisso: Diario italiano di Enzo Siciliano. Pubblichereste pure valutazioni negative? «Siamo interessati ai giudizi anche critici, l’importante è che il lettore si dimostri tale, dimostri di avere letto il libro», dice Perrone, 33 anni, fondatore dell’omonima casa editrice che ha sede a Roma, compie cinque anni a marzo e ha in catalogo autori come Dacia Maraini (Sulla mafia) e Paolo Poli (Siamo tutte delle gran bugiarde). «Un aspirante scrittore prima di proporsi a un editore dovrebbe almeno avere letto qualcosa di quello che ha in catalogo, anche per sapere se va bene per lui. Invece migliaia di manoscritti vengono spediti ovunque. Noi ne riceviamo due-tremila all’anno. È una situazione davvero assurda che uno scriva e non legga. In particolare nella poesia. Se ne vende pochissima e se ne scrive tantissima».
Sul sito, al costo di 25 euro, è inoltre sempre presente un premio per poesie, racconti e romanzi inediti: 150 euro più la pubblicazione riservata ai vincitori delle varie sezioni. Ma davvero pubblicate chi vince il premio? «Abbiamo diversi vincitori in catalogo come Tu che te andrai ovunque di Ilaria Rossetti, Campiello giovani», risponde l’editore.
Che i lettori in Italia siano pochi non sfugge al blog Il ghetto dei lettori (ghettodeilettori.blogspot.com): un nome un programma. Il blog cerca aspiranti recensori. In cambio del parere di lettura non si ottiene una Montblanc, ma si viene «trasformati in una penna». Si diventa collaboratori del sito. E si può scaricare un segnalibro gratis. Ormai molti editori puntano a creare comunità di lettori soprattutto grazie a Internet: il parere di lettura è la versione on line e scritta del passaparola che molti identificano come principale fattore di successo di un libro. Merce preziosa, in tutti i sensi.
Il sito americano readerspoils.com offre un libro gratis, «più facilmente in formato digitale», e un buono per le caffetterie Starbucks, in cambio di una «book review», un’opinione di lettura espressa su Amazon. Se accedi al sito ti viene chiesto chi sei: «lettore o autore»? Nel primo caso stanno già mettendo su il caffè, nel secondo devi essere pronto a sborsare 15 dollari (10 euro) per recensione. Ma per creare passaparola, bisogna parlare molto. Si consiglia così all’autore l’acquisto di pacchetti di recensioni: 100 per 1400 dollari, 500 per 6500. Altrimenti è come fare una metropolitana con una sola fermata, onanismo on line. Lettore, autore: i confini, anche economici, tra le due categorie sono sempre più incerti: il servizio non si rivolge a Philip Roth ma soprattutto a persone che hanno creato un libro con il selfpublishing (quello fornito da siti come lulu.com), che si autopubblicano e devono autopromuoversi. Naturalmente su Amazon. E per smuovere le vendite fuori del giro dei parenti stretti hai voglia a offrire caffè. In Italia non c’è ancora niente di simile: i pareri di lettura sul sito di selfpublishing, ilmiolibro.it, sono sempre lusinghieri ma riferiti alle prime pagine con l’immancabile promessa «Lo comprerò». Come diceva Karl Kraus: «Dove troverò il tempo per non leggere tutti questi libri?».