Nuove scoperte sul tumore tiroideo

GLORIA SACCANI JOTTI Per la prima volta è stato dimostrato il legame diretto fra oncogeni ed infiammazione in un tumore umano, il carcinoma papillare della tiroide: questo è il risultato di uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori italiani e pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista scientifica Proceeding National Academy of Science. La scoperta è di fondamentale importanza ed apre importanti possibilità nella lotta al cancro: consentirà di studiare sia marcatori molecolari utili per monitorare i pazienti, sia bersagli in grado di fermare l'infiammazione, mettendo a punto nuove terapie. Lo studio è frutto della collaborazione fra due team di ricercatori coordinati rispettivamente dal Dottor Marco Pierotti dell'Istituto nazionale per lo studio e la cura dei tumori e dal professor Alberto Mantovani dell'Istituto Clinico Humanitas-Irccs, entrambi di Milano. «Nel carcinoma papillare della tiroide, tumore frequente che colpisce in maggioranza le donne - sottolineano i ricercatori - si verifica di frequente un evento che in gergo definiamo “riarrangiamento di geni”, di per sé sufficiente a causare l'insorgenza del cancro. Ci siamo chiesti quale relazione vi fosse tra questo evento e l'infiammazione. Abbiamo così scoperto che il gene riarrangiato (Ret/Ptc) attiva nelle cellule tiroidee un programma infiammatorio, presente ai massimi livelli nei tumori che causano metastasi linfonodali. Dunque tra l’oncogene e l'infiammazione esiste un nesso diretto. È noto da tempo che tra infiammazione e cancro esiste un duplice rapporto - spiega Mantovani -. Da una parte infatti alcune forme di infiammazione in determinati organi favoriscono la nascita di un tumore, malattia dovuta ad alterazioni genetiche; dall'altra un tumore, indipendentemente dal fatto che sia stato o meno concausato da un'infiammazione precedente, per svilupparsi crea un ambiente infiammatorio. Fino ad oggi non si conosceva il nesso fra gli eventi genetici che causano cancro e la costruzione del micro-ambiente infiammatorio che aiuta il tumore a svilupparsi. La scoperta del legame diretto fra oncogene ed infiammazione apre ampi spiragli alla possibilità che qualche molecola legata all'infiammazione possa diventare un marker utile per monitorare i pazienti, o possa essere il bersaglio che permette di fermare lo sviluppo del tumore, aprendo la strada a nuove terapie». Uno dei componenti di questa risposta infiammatoria è un recettore per le chemochine, studiato in tutto il mondo.
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