Con le nuove terapie raddoppiate le guarigioni del tumore al seno

Oltre 150 fra oncologi, anatomopatologi e chirurghi che si occupano di tumore al seno si sono ritrovati a Paestum per confrontarsi sui più attuali temi di diagnosi e trattamento del carcinoma mammario. L’occasione è stato il Consensus Workshop, giunto alla sua terza edizione e dedicato quest’anno a Her2 e altri parametri predittivi nel carcinoma mammario.
«Sebbene il numero dei casi di tumore alla mammella sia in aumento, oggi si assiste ad un costante miglioramento delle prospettive per le donne colpite da questa patologia», precisa Sabino De Placido, professore di oncologia medica all’Università degli studi Federico II di Napoli. «Grazie al diffondersi degli screening, al miglioramento diagnostico e alle innovazioni farmacologiche, la mortalità è in calo e le percentuali di guarigione sono raddoppiate. Se la malattia è diagnosticata per tempo e correttamente tipizzata, le possibilità di guarire sono molte». E’ il caso dei tumori al seno Her2 positivi, particolarmente aggressivi e che colpiscono il 25-30 per cento circa delle pazienti, in particolare donne giovani (30-35 anni). L’evento, patrocinato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dalla Società italiana di anatomia patologica e citologica (Siapec), ha messo in primo piano l’importanza della multidisciplinarietà per individuare e impostare terapie mirate.
«L’unica possibilità di avvicinarci ad un trattamento sempre più personalizzato è quella basata sulla corretta identificazione di alcuni parametri prognostici e predittivi», in tutto sono una decina, spiega il professor Giuseppe Viale dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. «Al patologo va la responsabilità di identificare in modo corretto tutti questi parametri e di tracciare quindi la strada per il trattamento «su misura». Riconoscere in modo appropriato un tumore diverso dall'altro cambia il rischio della malattia, cambia la prognosi ma soprattutto offre agli oncologi la possibilità di identificare cure in funzione delle caratteristiche del tumore».
Va detto che nel mondo il carcinoma mammario è la prima causa di morte per cancro tra le donne al di sotto dei 55 anni. Sono più di un milione i casi diagnosticati all’anno, circa 40 mila quelli in Italia. Gli esperti sono però ottimisti. «Il tumore Her2 positivo – prosegue De Placido – è caratterizzato da un’iperespressione di una proteina, detta Her2, che causa una eccessiva crescita delle cellule tumorali. Questa scoperta ha avuto un impatto importante e ha stimolato lo sviluppo di una terapia mirata proprio contro quella proteina. Si tratta di trastuzumab, anticorpo monoclonale , un farmaco che ha dimostrato di poter guarire le pazienti Her2 positive».