Nuovi cristallini multifocali anche per i bimbi

L'asportazione del cristallino in età pediatrica, a seguito di un intervento per cataratta congenita, portava, in passato, a soluzioni non completamente soddisfacenti. «Togliere il cristallino, presenta inevitabilmente un difetto di accomodazione (il processo che consente di vedere bene da vicino), e quindi l'instaurarsi di una precoce presbiopia, un difetto che generalmente insorge a partire dai 40-45 anni di età», afferma Michele Fortunato (micfortunato@hotmail.com), presidente dell'Association Internationale pour l'Enfance et la Reabilitation Visuelle (Aierv),associazione di oculisti internazionali che si occupa di organizzare eventi scientifici e attività di volontariato,prevenzione e riabilitazione visiva in paesi in via di sviluppo. «Eseguire questa operazione su un bambino significa quindi renderlo simile ad una persona anziana, causandogli una difficoltà visiva importante».
Un problema che i cristallini artificiali classici monofocali non erano in grado di risolvere: «In pratica, si imponeva la scelta se privilegiare una visione migliore da lontano oppure da vicino. Optando per il primo caso, era dunque necessario ricorrere ad occhiali aggiuntivi, per garantire una soddisfacente visione anche da vicino. Tale soluzione, tuttavia, essendo praticata in un bambino, non era certo l'ideale. I bambini, si sa, hanno un'esigenza molto forte di vedere bene gli oggetti che hanno sotto gli occhi, ma, muovendosi molto, mettere e togliere gli occhiali, diventa un gesto difficoltoso e mal sopportato,come pure sono mal tollerati occhiali bifocali. La conseguenza era una certa difficoltà di recupero della vista in questi piccoli pazienti».
L'utilizzo di nuovi cristallini artificiali multifocali ha consentito di migliorare notevolmente la situazione: «La particolarità di queste lenti consiste nel fatto di diventare funzionali grazie al meccanismo di motilità della pupilla, che si allarga o si restringe di volta in volta a seconda della differente distanza dell'oggetto che viene messo a fuoco», osserva il presidente dell'Aierv. «Un meccanismo a cui l'occhio del bambino si adatta con particolare facilità e molto prima rispetto a quello di un adulto, dato che non ha ancora maturato completamente la capacità visiva e presenta una maggiore elasticità cerebrale».
Un ulteriore passo avanti si è avuto, recentemente, con i cristallini artificiali bi-multifocali di ultima generazione: «Questi cristallini possono funzionare sia sfruttando il meccanismo di motilità della pupilla sia senza, grazie alla presenza di una componente diffrattiva», afferma Fortunato. L'impianto del cristallino è definitivo, non sono richiesti ulteriori interventi nel corso della crescita,salvo errori refrattivi: «Fondamentale è la tempestività della diagnosi e dell'esecuzione dell'intervento», sottolinea lo specialista. «Infatti, quanto più precoce sarà l'impianto del nuovo cristallino, tanto più rapido sarà il recupero visivo dei giovani».