Oa Sistemi per digitalizzare l’apparato Giustizia

Il processo telematico rende possibile agli avvocati la consultazione, tramite Internet, dei dati e dei fascicoli digitali dei processi civili, nonché di depositare telematicamente gli atti e documenti senza recarsi in tribunale. Il servizio telematico di consultazione è già attivo in oltre l'80 % dei Tribunali e delle Corti di Appello.
Nel 2010 gli avvocati hanno depositato telematicamente nei
tribunali italiani oltre 100mila atti elettronici. Inoltre, recentemente, è stato attivato il servizio di «Comunicazioni telematiche» che consente al sistema informatico di generare e inviare automaticamente tramite posta elettronica le comunicazioni e notificazioni da parte dei tribunali agli «avvocati telematici» che ricevono, sul proprio computer di studio, le comunicazioni in tempo reale. Finora ne sono state inviate oltre un milione. Infine, negli ultimi mesi è stato avviato in alcuni tribunali il servizio dei «pagamenti telematici» che consente agli avvocati il pagamento telematico del contributo unificato e delle altre spese processuali, senza recarsi in tabaccheria ad acquistare le marche da bollo. «L'introduzione del processo telematico ha ridotto i tempi di emissione dei provvedimenti, i costi del servizio giustizia e gli oneri burocratici dei tribunali - spiega Stefano Aprile, magistrato, direttore generale dei Sistemi informativi automatizzati del ministero della Giustizia -; per gli avvocati significa poter disporre di informazioni in tempo reale, in modo totalmente trasparente, senza accedere ai tribunali e evitando le code e le perdite di tempo. I tempi si sono più che dimezzati e, solo nel 2010, sono stati risparmiati almeno 8 milioni per le spese di notifica. La prevista estensione a tutto il territorio nazionale dei servizi telematici basati sulla “Posta elettromica certificata (pec) standard”, determinerà l'estensione di tali benefici a tutti gli uffici interessati. Lo strumento informatico non può, da solo, risolvere tutte le problematiche della giustizia italiana, gli uffici di cancelleria e gli studi legali italiani non sono sempre tecnologicamente attrezzati. Abbiamo puntato sul coinvolgimento delle persone in un progetto condiviso che porta dentro di sé un cambio culturale. L'avvocatura italiana si è dimostrata al passo con i tempi: in pochi mesi gli avvocati completamente telematici sono diventati oltre 34mila. Un ruolo molto importante lo stanno giocando le imprese del settore giuridico-tecnologico che hanno messo a disposizione dell'Avvocatura strumenti all'avanguardia per la giustizia digitale».
Abbiamo chiesto all'onorevole Giuseppe Consolo, parlamentare, professore universitario e avvocato, titolare dello studio legale Consolo di Roma, cliente di Oa Sistemi, la sua opinione sull'importanza della digitalizzazione dello studio legale.
«L'efficienza informatica è fondamentale: ho aperto lo studio nel 1971 e già nel 1979-80 ho avviato l'informatizzazione, scegliendo il fornitore sulla base della preparazione ed esperienza nel settore e della capacità di rispondere in tempi rapidi alle nostre richieste. Dopo aver cambiato due aziende, la scelta, che spero definitiva, è caduta su Oa Sistemi; una azienda capace che ancora può fare molto sull'aspetto della rapidità, specie considerando che “time is money”. Tra i vantaggi dell'informatizzazione c'è la possibilità di controllare in tempo reale lo stato di avanzamento di una pratica nei diversi gradi di giudizio, e questo è un enorme beneficio sia per lo Studio che per il cliente. Immaginiamo, ad esempio, il vantaggio che ha il revisore contabile di un'azienda che può disporre di un servizio che integri in tempo reale le informazioni relative alla situazione di una
causa con i dati di bilancio. Il processo informatico è infatti trasversale, a più comparti, dalla giustizia alla contabilità. Il problema è che ci sono ancora enormi lacune nel sistema giudiziario (sentenze scritte a mano illegibili, forte presenza del cartaceo etc) che rendono più difficile il processo di digitalizzazione di tutto il settore. Non bisogna dimenticare come la lentezza della macchina Giustizia rallenti tutti i settori della vita pubblica e privata del Paese: è come avere un motore Ferrari montato su un camioncino. Da parlamentare e membro della Commissione giustizia della Camera mi auguro che il Parlamento e il governo facciano la loro parte, in modo che si colmi al più presto questo gap tra potenziale informatico e uso effettivo del sistema digitale».