Obama e le tasse: stretta sui paradisi fiscali

Pronto un giro di vite contro le multinazionali, allo studio anche una limitazione sulla possibilità per gli
americani di depositare soldi in conti domiciliati nei paradisi fiscali

Roma - Il presidente americano Barack Obama proporrà di dichiarare fuori legge tre tecniche "offshore" di evasione fiscale ampiamente utilizzate dalle compagnie americane. Lo scrive la Bloomberg, secondo cui Obama preparerebbe anche una stretta sulla possibilità per gli americani di depositare soldi in conti domiciliati nei paradisi fiscali.

Stretta da 86,5 miliardi Assieme al segretario del Tesoro Tim Geithner, Obama ha nel mirino una tecnica che permette alle multinazionali americane, come Procter & Gamble o Caterpillar, di nascondere all’Internal Revenue Service (Irs, una sorta di agenzia delle entrate) il ruolo giocato dalle loro controllate estere nel far defluire gli utili verso giurisdizioni a regime fiscale particolarmente favorevole, come le Isole Cayman. Una stretta che potrebbe portare nelle case del fisco statunitense 86,5 miliardi di dollari fra il 2011 e il 2019.Il giro di vite potrebbe toccare anche la tassazione differita sugli utili esteri (60,1 miliardi di dollari) e i crediti fiscali esteri abusivi (43 miliardi stimati): nel complesso, secondo la Bloomberg, si tratterebbe della più forte stretta fiscale sulle imprese americane dal 1986.