Obama già a lavoro per formare il suo team  Bush: "Passaggio consegne in tempo di guerra"

Archiviata l'elezione il presidente sta riempendo le caselle per il nuovo governo. Emanuel accetta: sarà il capo dello staff. Attesa per sapere chi guiderà il Tesoro. Kerry verso gli Esteri. E potrebbe avere un posto anche Hillary Clinton. Apertura ai repubblicani: Gates forse alla Difesa

Washington - Archiviata la trionfale elezione per Barack Obama è già iniziato il conto alla rovescia in vista dell'insediamento alla Casa Bianca che avverrà, ufficialmente, il 20 gennaio. Ma molte decisioni il presidente neo eletto dovrà prenderle prima. Vediamo, tappa dopo tappa, quali sono tutte le scadenze: a metà dicembre, il 15 per l'esattezza, i Grandi elettori votano ed eleggono ufficialmente il presidente. Gli incontri avvengono Stato per Stato. Il nuovo Congresso si riunisce, congiuntamente, il 6 gennaio per contare i voti elettorali. Prima del 20 gennaio Obama e il suo vice, Joe Biden, devono dare le dimissioni dal Senato. Il 20 gennaio è in programma l'Inauguration Day:  Obama giurerà come 44° presidente degli Stati Uniti.

I posti chiave da assegnare La nomina dei membri chiave dell’amministrazione Obama potrebbe emergere prima della Festa del Ringraziamento, l’ultimo giovedì di novembre. Non è da escludere che a breve possano essere annunciati anche i primi provvedimenti di natura economica, con l'eventuale sovrapposizione di una squadra di transizione e del ministero del Tesoro, per il passaggio delle consegne sul dossier della crisi economica. Non è ancora chiaro, invece, se e come il nuovo presidente parteciperà il 15 novembre al G20 che a Washington vedrà riuniti al capezzale dei mercati finanziari i leader delle economie dei 20 paesi più industrializzati del mondo.

Emanuel accetta: sarà il capo dello staff Obama aveva già in mente il team prima del 4 novembre, ma ora è il momento più delicato, si tratta di mettere nero su bianco i nomi e far tornare tutti i conti. Il primo nome è quello di Rahm Emanuel (nella foto accanto a Obama), deputato dell’Illinois, amico di Clinton, a cui è stato offerto l’incarico di capo di gabineto. Emanuel ha accettato, sarà il capo dello staff. Il 49enne deputato di Chicago, attuale capogruppo dei democratici al Congresso, è figlio di un’ebrea americana e di un israeliano immigrato negli Stati Uniti.

Attesa per il Tesoro Grande attesa c'è per sapere chi guiderà il Tesoro: nelle ultime ore circola più di altri il nome di Timothy Geithner, presidente della Fed di New York, ma molto gettonato resta anche l’ex ministro del Tesoro Lawrence Summers. Nella scia clintoniana rientra anche la scelta di John Podesta, ex capo di gabinetto dell’ex presidente democratico.

Kerry e i Repubblicani Tra le novità promesse da Obama ci sarebbe qualche amico di Harvard come Micheal Froman e Janet Napolitano (governatore dell’Arizona), mentre nell’apertura promessa ai repubblicani potrebbe esserci Robert Gates, nella rosa dei candidati alla Difesa. Come segretario di Stato infine Obama penserebbe all’ex candidato alla presidenza John Kerry. Un posto nell'esecutivo (forse alla Giustizia) Obama potrebbe trovarlo anche per l'ex First lady Hillary Clinton. Un chiaro segno di riconoscenza per l'appoggio ricevuto dalla sua rivale più agguerrita nelle primarie democratiche. Ma anche un segno di gratitudine nei confronti di Bill Clinton che, pur essendo stato molte volte attaccato da Obama, alla fine non ha fatto mancare il proprio sostegno al senatore dell'Illinois.

Intelligence Oggi Obama riceve il primo briefing dall’intelligence Usa, un antipasto del’appuntamento quotidiano che lo attende per tutto il suo mandato. Prenderà visione dei rapporti dei servizi segreti, gli stessi che riceverà contemporaneamente George Bush. Il rapporto sarà presentato da Michael McConnell, lo "zar delle spie", direttore e coordinatore delle 16 agenzie di intelligence americane. 

Bush: "Passaggio di consegne in tempo di guerra" Il presidente George W. Bush ha detto oggi che il passaggio di consegne tra la sua amministrazione e quella del presidente eletto Barack Obama sarà "il primo in quattro decenni con il paese in guerra". Per questo motivo "bisogna fare tutto il possibile perché la nuova amministrazione abbia una partenza rapida ed agevole - ha detto Bush parlando nel giardino della Casa Bianca - e faremo tutto il possibile per aiutare".  

L'incontro la prossima settimana  Bush incontrerà all’inizio della prossima settimana Obama, nell’ambito di una "transizione pacifica che è il marchio distintivo della democrazia". "Questo è un momento eccitante per il nostro paese - ha aggiunto il presidente - abbiamo avuto una delle affluenze alle urne più alta della storia".