Oggi la rete cattura ogni trasgressione E non la restituisce

Caro direttore, in questi giorni i media ci propongono la triste vicenda di Tiziana Cantone e di alcuni adolescenti pronti a fare e mettere in rete cose intime e personali di cui ci sarebbe da discutere in ben altre sedi, a cominciare dalla famiglia e dalla scuola. Da queste tristi vicende emerge una carenza educativa dei nostri ragazzi e purtroppo anche un modo incivile di rapportarsi, a cominciare dalle alte sfere dove tutti sono contro tutto e mandare a quel paese il presidente di una nazione o peggio dire a una istituzione dello Stato «ti ucciderei» è diventato quasi normale. A contrastare il malcostume, per fortuna arrivano dalle paralimpiadi di Rio le entusiasmanti notizie dei nostri atleti, a cominciare da Alex Zanardi, Beatrice Vio, Francesca Porcellato e tanti altri. La loro forza di volontà, la gioia di vivere nonostante i problemi quotidiani per il loro handicap fisico dovrebbero essere di stimolo a tutti noi, ma soprattutto a chi non riesce a trovare niente di meglio che vivere la vita in modo superficiale e privo di qualsiasi valore umano per se stessi e per gli altri.

Annamaria de Grandis

Cara Annamaria, parole sagge. Detto questo, devo ammettere altrimenti sarei ipocrita che piccole trasgressioni hanno accompagnato la crescita di tanti ragazzi di tutte le generazioni, la mia compresa. È che ai miei tempi il massimo che potevamo fare era passarci sottobanco i rari giornaletti con foto di donne discinte che i più svegli di noi riuscivano a trafugare da qualche edicola o da fratelli più grandi. Poi sono arrivate le cassette, il cui accesso era frenato dalla vergogna di doverle comperare e dal fatto che non tutti avevano gli strumenti, i videoregistratori, per guardarle. In pochi anni la tecnologia ha rotto gli argini del tecnicamente possibile e quindi del moralmente accessibile. Si è passati dalla libertà di accesso di internet alla libertà di autoproduzione dei telefonini a quella di diffusione dei social. I nostri ragazzi si sono ritrovati nudi, in tutti i sensi, incapaci di gestire una libertà illimitata. Basta un cedimento anche momentaneo, un piccolo errore per fare a se stessi un danno enorme e irreparabile. Il dramma è che non so dirle se esiste un rimedio. A essere sincero, temo di no.