Olanda, successo liberali per 1 seggio Gli anti-islamici sono il terzo partito

Dopo un testa a testa durato tutta la notte, i liberal-conservatori di
Rutte hanno vinto le legislative battendo i laburisti dell'ex sindaco di Amsterdam

L'Aja - Dopo un testa a testa durato tutta la notte, i liberal-conservatori di Mark Rutte hanno vinto, ma per un seggio soltanto, le legislative olandesi battendo i laburisti dell'ex sindaco di Amsterdam Job Cohen. E nonostante l'estrema destra xenofoba di Geert Wilders sia diventata il terzo partito, potrebbe restare fuori dal governo: con differenze così strette tra i partiti, l'unica maggioranza solida si avrebbe con l'alleanza tra i due partiti maggiori, ovvero liberali e laburisti, assieme a democristiani e centristi, per quello che già in passato è stato chiamato "governo di unità nazionale" o "coalizione viola". A scrutinio praticamente finito - 411 seggi su 431 - i liberali (Vvd) hanno conquistato 31 seggi sui 150 della camera bassa, contro i 30 del partito laburista (Pvda). Spetterà dunque al loro leader Rutte prendere l'iniziativa per formare la prossima coalizione di governo che lo vedrà diventare il primo premier liberale dopo quasi 100 anni.

Balzo in avanti per Wilders Il partito anti-islamico di Gert Wilders (Pvv) ha ottenuto il maggior incremento di seggi in assoluto diventando così il terzo partito d'Olanda. I suoi deputati sono passati da nove a 24, oltre le più ottimistiche previsioni, ed hanno superato i democristiani del premier uscente Jan Peter Balkenende (Cda) che sono crollati al quarto posto con 21 seggi, dai 41 che ne avevano. Una sconfitta che ha portato Balkenende ad annunciare il ritiro dalla politica. Cominciano ora i negoziati non facili per formare un governo. E Wilders, nonostante il brillante risultato, potrebbe restare all'opposizione. La coalizione più probabile, con questo Parlamento, è un'alleanza proprio tra liberali e laburisti, accompagnati dai cristiano-democratici, e da verdi e centristi. Sulla carta, si otterrebbe una maggioranza solida, anche se non sarebbe facile gestire le differenze tra i partiti.