Oltre 7mila ricoveri ogni anno nel Lazio per lesioni cutanee

Antonino Torre

Intervenendo al 1° Congresso nazionale sulle ulcere e ferite tenutosi nei giorni scorsi a Roma il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi ha spiegato che le lesioni cutanee croniche rappresentano una delle patologie più diffuse nel panorama sanitario mondiale. Si calcola infatti che nei Paesi socialmente evoluti l’esistenza di ulcere cutanee croniche interessi una percentuale della popolazione oscillante da un minimo dell’1,5% a un massimo del 3%, con un indice dei ricoveri pari allo 0,4% e delle giornate di degenza pari all’1%. In Italia si calcola che le ulcere colpiscano circa 2 milioni di individui.
Nel Lazio la portata del fenomeno, secondi i dati più aggiornati forniti dall’Istat riguarda circa 7000 ricoveri l’anno e 75mila giornate di degenza spesso con ricoveri impropri con conseguente impatto negativo sul Servizio sanitario nazionale. La diffusione di questa patologia è strettamente correlata all’invecchiamento della popolazione, alle malattie vascolari e alle patologie croniche come il diabete. Tra le lesioni cutanee, le ulcere vascolari, venose o diabetiche, rappresentano una componente importante della spesa sanitaria, sia diretta sia indiretta.
Il trattamento delle ulcere croniche prevede l’intervento di diverse specialità medico-chirurgiche, di personale paramedico, di cure protratte e medicazioni frequenti. La dimensione del fenomeno ha determinato la presa in carico del problema e la sensibilità da parte del Ministero nei confronti sia dell’aspetto sociale sia di quello sanitario. Il malato di lesione cutanea cronica è spesso inabile, sofferente, depresso. L’impatto sociale dell’ulcera cutanea cronica è da considerarsi devastante sia per il malato sia per il nucleo familiare. L’aspetto sanitario del problema implica tutti i costi relativi a cure erogate e materiali utilizzati (farmaci e dispositivi medici), servizi pubblici o convenzionati (personale e attrezzature), medicina di base, assistenza domiciliare integrata e residenze sanitarie per anziani. «Il ministero ha istituito - ha ricordato Cursi - con Decreto del 22 settembre 2005, il “tavolo tecnico” sulle ulcere cutanee croniche coordinato dall’Istituto di ricerca dermatologico del San Gallicano. Il tavolo tecnico, composto da rappresentanti del mondo scientifico e delle istituzioni, ha valutato i dati dello Studio di farmacoeconomia sulle medicazioni avanzate nel trattamento dell ulcere vascolari, venose o diabetiche “Progetto ulcere” al quale hanno aderito 25 centri partecipanti». «I centri - ha spiegato Cursi - sono stati selezionati sulla base di precisi requisiti tecnici ed organizzativi: impegno nel trattamento delle ulcere e capacità di raccogliere informazioni sul numero di prestazioni (visite e ricoveri eseguiti) in un intervallo di tempo definito; capacità di farsi carico del paziente; distribuzione in modo sufficientemente uniforme sul territorio nazionale. Il lavoro svolto dai centri, la loro rappresentatività a livello nazionale, l’analisi condotta dal tavolo tecnico hanno fornito al ministero l’esatta dimensione del fenomeno». «L’analisi di alcune esperienze europee - ha detto ancora il sottosegretario - confermerebbe l’indirizzo che il ministero intende percorrere verso l’identificazione di Centri regionali di riferimento ad alta specializzazione volti a una riduzione dei tempi di ospedalizzazione e a una capillare presenza sul territorio nazionale. In Italia il sistema è, attualmente, fortemente sbilanciato verso un’assistenza di tipo ospedaliero, la patologia ulcerativa viene ampiamente trattata in strutture pubbliche da personale di provenienza specialistica diversa». «La medicina di base - ha proseguito Cursi - che potrebbe giocare un ruolo rilevante, risulta al momento in posizione marginale a causa di una ridotta preparazione specifica, delle obiettive difficoltà di diagnosi e, soprattutto, della non rimborsabilità delle medicazioni avanzate necessarie alla cura della patologia».