Omaggio al genio di Verdi e Pavarotti

Nuovo look per il museo: l’esposizione è in cartellone fino al 24 febbraio

Il museo degli strumenti musicali si rifà il look e inaugura questa nuova fase con una mostra dedicata alla lirica: «Per Verdi. Omaggio a Luciano Pavarotti». Un’esposizione che celebra il genio del compositore e rende omaggio anche al tenore emiliano che cantando le opere di Verdi ha realizzato alcune delle sue più famose interpretazioni.
L’esposizione, allestita al secondo piano del museo fino al 24 febbraio, si snoda attraverso sei sezioni. Le prime tre, realizzate da Nicoletta Mantovani, ospitano materiale dell’archivio privato di Pavarotti: spartiti con i relativi appunti che il maestro ha apportato durante la preparazione delle opere di Verdi, fotografie e lettere del compositore, e in più locandine degli spettacoli, i programmi di sala e i costumi indossati da Pavarotti per l’Aida, in scena al Teatro alla Scala nel 1985-86, per il Rigoletto, il Trovatore, e il Don Carlos.
Nel resto delle sale si alternano scenografie, costumi, figurini, bozzetti, locandine delle opere verdiane molte provenienti dal Teatro dell’Opera, come a esempio costumi, locandine e bozzetti del Rigoletto e de I Lombardi alla prima crociata interpretati proprio da Pavarotti nel ’66 e nel’69.
Grande risalto in mostra anche ai bozzetti delle scenografie visto che è proprio con Verdi che lo sfondo davanti al quale l’opera viene cantata diventa altrettanto importante quanto la parte musicale. Spazio quindi ai disegni delle scene per la prima assoluta di Attila alla Fenice di Venezia del 1846, o a quelli per Macbeth del 1873 o ancora ai bozzetti delle scene per il Don Carlos del 1884 alla Scala, per l’Aida nella prima rappresentazione italiana sempre alla Scala nel 1872, e per il Falstaff, per la prima del 1893 nel teatro milanese.
Completano l’esposizione quattro antichi strumenti che fanno parte della collezione del museo: un aulos, cioè un antichissimo flauto a due canne, che risale al II secolo d. C., recentemente restaurato e proveniente forse dall’antica Pompei; uno dei tre pianoforti costruito dall’inventore di questo strumento Bartolomeo Cristofori e datato 1772; il più antico clavicembalo tedesco realizzato nel 1537; e l’arpa Barberini risalente al 1630.
La mostra di piazza Santa Croce in Gerusalemme è a ingresso gratuito e resterà aperta al pubblico dal martedì alla domenica, con orario dalle 10 alle 18.