Operatori mobili virtuali: in tre sul filo di lana

Anche i supermercati diventano delle piccole Telecom. Vendono il traffico telefonico, la Sim col loro marchio e gestiscono il rapporto coi clienti. Al resto pensa il partner tecnologico<br />

Poste Italiane, Fastweb e Bt diverranno tutti operatori mobili virtuali grazie ad accordi con Vodafone. L’amministratore delegato di Vodafone Italia, Pietro Guindani, lo scorso 2 aprile ha annunciato però la nascita di quello che lui stesso definisce «il primo operatore mobile virtuale italiano». Si tratta della catena dei supermercati Carrefour, che entro la primavera comincerà a offrire telefonia mobile con un proprio marchio, Uno Mobile.

Essendo un supermercato, Carrefur non ha una rete radio, centraline e tutto quanto serve a far funzionare i telefonini. A questo pensa Vodafone, partner dell’operazione, mentre Carrefour Italia, che è l’esclusivo titolare del rapporto con i clienti, avrà a disposizione un prefisso dedicato - 3773 - e gestirà tutte le attività commerciali e di customer care; il call center risponderà al numero 435001. L’arrivo in Italia degli operatori mobili virtuali era previsto per il 2011, ma a seguito dell’intervento dell’Autorità Antitrust arrivano con quattro anni d’anticipo. Gli annunci si sprecano, in questi giorni, quindi onestamente non scommetteremmo sul fatto che davvero il supermercato sarà il primo.

A contendersi il primato sono almeno in tre: oltre a Carrefour, in lizza ci sono le Coop, con Telecom Italia come partner, e Poste Italiane che hanno scelto anch'esse come il partner tecnologico, quindi molto probabilmente arriveranno dopo, presumibilmente entro la fine dell’anno.

L’offerta delle Coop si chiama Coop Voce, debutterà in aprile per un gruppo ristretto di soci e poi, dopo qualche settimana, il servizio sarà aperto a tutti. Il numero dell’assistenza clienti sarà il 188, mentre il prefisso 3311.

La telefonia delle Poste sarà strettamente integrata coi servizi postali, Bancoposta e Postepay. Così, oltre a telefonate e messaggi, sarà possibile, dal cellulare, pagare bollettini, inviare telegrammi, lettere e raccomandate, pagare taxi, bus e treni, trasformare gli mms in cartoline cartacee (quelle col francobollo) e conoscere lo stato di un invio di corrispondenza attraverso il servizio di tracciatura. Insomma, le Poste diventerebbero un perfetto esempio di quello che dovrebbe essere un operatore mobile virtuale di successo: un fornitore di servizi che sa integrare nel telefonino i servizi che formano il suo core business e non solo un rivenditore di telefonia comprata all’ingrosso, che sfrutta una capiente base clienti e una presenza capillare sul territorio.

Gli uffici postali sono 14.000; 1.300 i supermercati Coop e notevole pure la rete Carrefour, che comprende i supermercati Gs e la rete in franchising Di per Dì, con l’obiettivo di arrivare a 1.500 punti vendita. Sui prezzi, sia i supermercati che le Poste sono allineati: le Coop puntano su «la convenienza e un sistema tariffario semplice, immediatamente comprensibile e confrontabile», e pure Carrefour mette l’accento su «facilità e chiarezza». Più sfaccettato, e ambizioso, l’annuncio delle Poste. Che promette «piani tariffari indirizzati ai giovani, alle famiglie, ai cittadini stranieri e alle imprese e pubbliche amministrazioni».