Ora facciamo ripartire il trasporto

Il mondo dell'autotrasporto ha salutato il 2016 con l'augurio che porti fatti concreti

Qualche superstizioso avrà salutato il 2016, anno bisestile, facendo gli scongiuri di rito; altri invece, meno sensibili all'irrazionale, probabilmente l'hanno accolto con speranza, come possibile portatore di positività e ripresa. Il mondo dell'autotrasporto, semplicemente, ha salutato il 2016 con l'augurio che porti fatti concreti.

Per esempio, facendo sì che in tempi brevi le risorse stanziate dal governo nella Legge di stabilità per i trasporti divengano fruibili e, soprattutto, che finalmente tutti possano trovare posizioni condivise avviando insieme un nuovo percorso che metta fine agli interventi a pioggia e che abbia due "punti d'arrivo" strategici: quelli al centro di precise richieste concordate con il ministero dei Trasporti dalle organizzazioni responsabili, ovvero far ripartire il trasporto combinato e privilegiare il rispetto dell’ambiente.

Già, perché proprio il mondo dell'autotrasporto ha viaggiato in prima linea a favore di queste sinergie: le risorse di circa 90 milioni di euro all’anno destinate per tre anni a favorire l'incontro fra treni e tir e, in particolare, fra le autostrade d'asfalto e quelle del mare, non rappresentano infatti l'approdo di una rotta tracciata e seguita da chi dovrebbe rappresentare gli interessi del sistema mare, come si è sentito affermare in qualche commento. Mentre qualcuno, forse troppo impegnato a giocare a una nuova forma di battaglia navale, nei convegni propugnava, a parole, lo sviluppo dell’integrazione strada - mare, c'è stato fortunatamente chi (Conftrasporto, insieme alle altre federazioni dell’Albo) si è speso molto più concretamente per sostenere il rilancio delle Autostrade del mare.

Una nuova via che Conftrasporto nell’anno che inizia percorrerà con sempre maggior forza e decisione, spalancando le porte a chi vorrà fare gioco di squadra per realizzare, in Confcommercio, la casa comune dove i temi del trasporto, della logistica e della spedizione diventino un fattore comune per far emergere nuove opportunità per il Paese.