Ora Obama si affida a un comico

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Conto alla rovescia per le elezioni di <em>midterm</em> del 2 novembre. Il presidente punta collegamenti telefonici e interviste a radio e tv. <a href="http://www.ilgiornale.it/video.pic1?ID=obama_stewart"><strong>Video</str... </strong>Probabile un Congresso diviso: Camera ai repubblicani, Senato ai democratici
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Washington - Tra pochi giorni si vota in America. Obama ha limitato le proprie uscite in campagna elettorale. Qualcuno insinua che l'abbia fatto per non "danneggiare" troppo i candidati democratici ancora in bilico. Forse gliel'hanno chiesto i suoi spin doctor. In ballo c'è la sopravvivenza dell'amministrazione democratica. O meglio, la possibilità di governare, nei prossimi due anni, con maggiore incisività. Se è vero che i repubblicani sono in netto vantaggio nei sondaggi, la partita è tutt'altro che chiusa. E non è detto che, alla fine, i democratici perdano sia alla Camera che al Senato. Anzi, potrebbe finire in parità, un ramo del Congresso ciascuno. Palla al centro e due anni di tempo, a Obama, per ottenere la conferma alla Casa Bianca.

Obama la butta sul ridere Stanco di restare rinchiuso nel suo fortino di Washington Obama ha scelto di farsi vedere in tv: ospite d’onore del programma "The Daily Show", condotto dal comico Jon Stewart. Uno scoppiettante e seguitissimo programma di Comedy Central, tv via cavo che trasmette da anni South Park. Non è la prima volta che Obama la butta sul ridere. Era già accaduto accaduto già alla fine dell’ottobre 2008, pochi giorni prima della sua vittoria alle presidenziali. L’altra volta gli portò fortuna, e chissà che il presidente non si affidi alla scaramanzia anche ora, alla vigilia di un test così difficile per il suo partito. Jon Stewart, passato dall'implacabile sarcasmo nei confronti di George W. Bush alla pungente satira che sottolinea, implacabile, le disillusioni di una buona fetta dell'elettorato nei confronti del presidente. Il comico fustigatore dei politici è tra i promotori di una grande manifestazione che si terrà sabato a Washington, proprio alla vigilia del voto di medio, dedicata a "Recuperare la sanità mentale", in aspra polemica con il Tea Party (Recuperare l'Onore è il loro slogan).

La battuta di Jay Leno "Domenica prossima è Halloween, il giorno più pauroso dell’anno. A meno che tu non sia democratico. Per te invece arriva martedì, quando ci saranno le elezioni". È la battuta con cui Jay Leno, uno dei comici più popolari d’America, ha preso in giro il partito di Obama.

Campagna elettorale al telefono Martedi il presidente ha tenuto una conferenza telefonica con migliaia di sindacalisti. Il giorno dopo si è rivolto, sempre telefonicamente, ai volontari della campagna elettorale. Il presidente rilascia decine di interviste alle stazioni radiofoniche, il cui pubblico è eterogeneo (e in America vastissimo). Poi lo show scoppiettante con il comico Stewart.

Tour finale in 5 Stati Chiuderà la campagna elettorale un tour in cinque stati, che vedono un serrato testa a testa tra democratici e repubblicani. Prima tappa a Charlottesville, in Virginia, quindi sabato raggiungerà Philadelphia, in Pennsylvania, Bridgeport, in Connecticut, e Chicago, in Illinois. Domenica sarà al fianco del vice presidente Joe Biden in un comizio a Cleveland, in Ohio, per l’ultima tappa prima del silenzio pre-elettorale. "Abbiamo identificato gli elettori", ha sottolineato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, aggiungendo che è ormai giunto il momento di incoraggiarli a recarsi alle urne il giorno del voto. "Se l’affluenza toccherà i livelli del 2008, vinciamo", ha aggiunto. Ormai il "Yes we can" non fa più breccia. Obama fa il possibile per limitare i danni. Se ce la fa avrà due anni di tempo per rilanciare il sogno del cambiamento. Sempre che gli americani decidano di credere ancora nel suo progetto. Che dalle parole dovrà trasformarsi in concrete azioni concrete. Alla fine, più che la parole, conteranno i fatti. Gli americani lo sanno bene.