Originale ma noioso viaggio nell’afflitta Africa centrale

Quel che il siluro è per il Po, il persico è diventato per il lago Vittoria: uno squalo d’acqua dolce che estingue le altre specie. Quel che pare un normale commercio di pesce persico, copre il commercio di armi... Nell’Africa centrale la lotta per la sopravvivenza ha lati anche più sinistri che altrove. Per questo Hubert Sauper intitola il suo documentario L’incubo di Darwin. Mentre l’Aids falcidia i pescatori, dalle rive del maggiore lago africano si alzano anche due volte al giorno gli aerei da trasporto russi: recano fino a cinquantacinque tonnellate di pesce alla volta, ma, prima, scaricano fucili e bombe, che proseguiranno per l'Angola, il Ruanda, il Congo, necessarie alla guerra fra le truppe al servizio di chi si contende il controllo della regione: americani, inglesi, sudafricani da una parte, francesi e cinesi dall’altra. Non è una novità: nel 1961 un cargo dell’Aeronautica militare italiana consegnò armi nell'aeroporto sbagliato e l'equipaggio fu sterminato... Il documentario di Sauber dice cose insolite, eppure annoia, come fanno quasi tutti i documentari di registi filantropi e tedeschi.

L’INCUBO DI DARWIN di Hubert Sauper (Austria/Francia/Belgio 2004), documentario. 107 minuti