Orrore in Sud Sudan. L'esplosione di un'autocisterna provoca 170 morti

A Marindi un autocarro che trasportava benzina è esploso facendo una strage. Centosettanta morti e centinaia di feriti gravi in un Paese già allo stremo a causa della guerra civile.

E' tutto carbonizzato, le lingue di fuoco a distanza di ore travolgano ancora l'autobotte e il paesaggio circostante porta impressi i segni della tragedia, L'esplosione, le vite bruciate: ecco l'orrore. In Sud Sudan a Maridi sono morte 170 persone ma a condannarle alla tragedia è stata prima di tutto l'esasperazione della miseria, che spinge ogni uomo ad aggrapparsi a qualsiasi appiglio che possa essere una lenitiva consolazione in un presente di costante e perspicua sofferenza.

E' una delle terre in cui l'unità di misura del domani è il superamento dell'oggi, il Sud Sudan: una guerra civile di trent'anni per l'indipendenza da Khartoum, poi nel 2013 lo scoppio di un nuovo conflitto etnico che ha inginocchiato ulteriormente il Paese ed è in questa situazione di crisi e assenza di ogni bene che giovedì sul proscenio dell'orrore ha fatto la sua comparsa l'ennesima catastrofe sud-sudanese.

Un' autocisterna che stava trasportando carburante e che proveniva dalla capitale Juba, a causa di un guasto, si é dovuta arrestare a Maridi, città dello stato dell'Equatoria occidentale.

E' a quel punto che una folla di cittadini, armati di piccole bottiglie di plastica e di taniche di benzina si è avventata sul mezzo e ha incominciato a rubare il contenuto. Poi però, a causa di una sigaretta il combustibile si è incendiato e immediata è stata l'esplosione. I morti 170, i feriti diverse centinaia, di cui la maggior parte con ustioni gravi. L'inferno: fiamme, colonne di fumo in il cielo e sulla terra invece, ovunque, morti e corpi carbonizzati.

Lou Eulazai dello staff dell' organizzazione Amref e di stanza a Maridi ha così parlato in merito all'accaduto e alla situazione '' L'Ospedale di Maridi era già in difficoltà per la mancanza di medicinali e la situazione si è aggravata dopo i recenti scontri e agli episodi di guerriglia delle ultime settimane. Ora l'ospedale è stracolmo e gli operatori di Amref stanno lavorando per fronteggiare la tragedia. Si sono mobilitati anche gli studenti del secondo anno dell'istituto Nazionale di Formazione sostenuto da Amref Italia''.

Feriti, uomini e donne riversi in condizioni estreme, assenza di medicine negli ospedali e pure dell'ossigeno per le vittime.

E intanto Maridi, come l'intero Sud Sudan continua a bruciare: tra le fiamme del combustibile e nel combustibile dell'odio che costante alimenta il conflitto civile.

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Ven, 18/09/2015 - 20:06

A parte l'incoscienza abissale di chi si è avvicinato a rubare benzina con la sigaretta, c'è da dire che queste tragedie, dovute a disperazione, sono totalmente conseguenza della guerra civile del Sudan: opposte fazioni dello stesso popolo che si scontrano tra loro per il potere, causano solo miseria su miseria, disperazione e, soprattutto NESSUN vincitore.