Oscar 2008: in gara Clooney e la Blanchett Tornatore fuori dalla cinquina

George candidato come miglior attore per Michael Clayton sfida Daniel Day-Lewis, Cate in lizza come miglior attrice (Elizabeth) e non protagonista (Io non sono qui), se la vedrà con Julie Christie

Los Angeles - Le nomination agli Oscar sono state annunciate all'alba di un giorno pieno di speranza per Hollywood, poiché proprio ieri sono ripresi i negoziati tra gli sceneggiatori in sciopero e gli studios, che erano interotti dal 7 dicembre scorso.

In pole position nella lotta per il miglior film ci sono No Country for Old Men di Joel ed Ethan Coen e There Will be Blood di Paul Thomas Anderson con otto nomination, Espiazione di Joe Wright e Michael Clayton di Tony Gilroy con sette, e con quattro la commedia Juno di Jason Reitman - da pochi giorni il film indipendente di maggior successo della storia. Tutti questi nomi, a eccezione di Wright, sono candidati anche per la miglior regia, dove il quinto autore in lizza è Julian Schnabel per Lo scafandro e la farfalla.

I candidati come miglior attore protagonista sono George Clooney per Michael Clayton, Daniel Day-Lewis per There Will be Blood, Johnny Depp per Sweeney Todd, Viggo Mortensen per Eastern Promises, e Tommy Lee Jones, la cui magistrale interpretazione in Nella Valle di Elah è stata giustamente riconosciuta dall'Academy dopo essere stata misteriosamente trascurata dai Golden Globes e da altri premi di settore.

In campo femminile troviamo le veterane Cate Blanchett per Elizabeth: The Golden Age, Julie Christie per Away from Her, Laura Linney per The Savages, e le new entries Marion Cotillard, nominata per la sua interpretazione in lingua francese ne La Vie en Rose, e la ventunenne attrice canadese Ellen Page per Juno.

Ritroviamo ancora la Blanchett tra le candidate come miglior attrice non protagonista, per Io non sono qui, accompagnata da quattro colleghe alla prima nomination: l'ottantaquattrenne Ruby Dee di American Gangster, la quattordicenne Saoirse Ronan di Espiazione, Amy Ryan per Gone Baby Gone, e Tilda Swinton per Michael Clayton.
Tra gli uomini si contenderanno il premio Casey Affleck per The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, Javier Bardem per No Country for Old Men, Philip Seymour Hoffman per Charlie Wilson's War, Hal Halbrook per Into the Wild, e Tom Wilkinson per Michael Clayton. Anche questa è una categoria «fresca», con attori alla loro prima o seconda nomination.

Giuseppe Tornatore, il cui film La Sconosciuta era nei nove preselezionati come miglior film straniero, non ce l'ha invece fatta a entrare nella cinquina finale. I candidati sono l'israeliano Beaufort, l'austriaco Il Falsario, il polacco Katyn, il kazaco Mongol e il russo 12.
Ottengono invece l'ottava nomination Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, per la scenografia e l'arredamento di Sweeney Todd di Tim Burton. La coppia ha già vinto un'Oscar per The Aviator di Martin Scorsese. Candidati anche i compositori italiani Dario Marianelli per la colonna sonora di Espiazione, già premiata ai Golden Globes, e Marco Beltrami per 3:10 to Yuma, nonché il cortometraggio Il Supplente di Andrea Jublin.

Da notare che quest'anno ben quattro delle migliori sceneggiature sono firmate da donne, un record nella storia degli Oscar, e tutte le autrici sono alla loro prima nomination. Si tratta di Diablo Cody per Juno, Nancy Oliver per Lars and the Real Girl e Tamara Jenkins per The Savages per il miglior copione originale (gli altri contendenti sono Tony Gilroy per Michael Clayton e Brad Bird, Jim Capobianco e Jan Pinkava per Ratatouille), e Sarah Polley per Away from Her. L'attrice, ed ora anche regista e scrittrice, è candidata per il miglior adattamento assieme a Christopher Hampton per Espiazione, Ronald Harwood per Lo scafandro e la farfalla, i fratelli Coen per No Country for Old Men, e Paul Thomas Anderson per There Will be Blood.
Sembra inoltre allontanarsi il rischio di un annullamento della cerimonia degli Oscar, com’era accaduto per i Golden Globes.

Sull'onda dell'accordo ratificato venerdì tra il sindacato dei registi e gli studios e i network televisivi, ad Hollywood si auspica che anche gli scrittori raggiungano presto un compromesso. Gil Cates, produttore degli Oscar e principale negoziatore dell'accordo dei registi, ha dichiarato che spera che entro il 24 febbraio lo sciopero degli sceneggiatori sarà finito, ma che, con o senza star (solidali con gli scioperanti), gli Oscar si faranno.