La pagella del Festival

I voti per la 59ma edizione, i protagonisti secondo Massimo Bertarelli

Paolo Bonolis: 8
Che pioggia di complimenti per l'effervescente conduttore del Festival. Ogni sera più euforico sull'onda favorevole dei dati d'ascolto. Sarà anche un po' greve, esageratamente goliardico, ma è un autentico animale da palcoscenico. È proprio vero: Paolo Bonolis è unico. Infatti è l'unico tra i personaggi dello spettacolo che dice: «nello specifico», «dacché», «qualora», «affinché», «palesare», «laddove», «giacché», «veicolare», «appieno», «mentore», «contemporaneizzazione». Considerate le sue simpatie, sarebbe un segretario perfetto per il Pd. 

Luca Laurenti: 8
Spalla ideale di Bonolis, incarna alla perfezione il finto (?) tonto, sempre pronto a porgere la battuta al compare per riceverne terribili, pur se metaforiche, sberle. Perfetto per il ruolo del fesso di complemento, già sperimentato con costante successo negli spot di quel famoso caffè. E poi la fenomenale voce da crooner, fino all'altra settimana sconosciuta ai più: «That's Life », «New York, New York», «My Way» hanno lasciato tutti a bocca aperta. E poi, diciamolo, Luca Laurenti ha il dono innato della simpatia.

Le conigliette di Playboy: 2
Tanto rumore per nulla. O per pochissimo. Le conigliette annunciate con la fanfara sono state una gigantesca delusione. Prima sono sbarcate le tre del «Playboy» italiano, poi quattro delle mille fidanzate dell'inesauribile Hugh Hefner. Sette in totale, magari anche magnifiche, ma tutte vestitissime. Insomma, una presa in giro. Eppure diverse associazioni femminili hanno tuonato contro l'invasione delle allegre fanciulle. Colpevoli di aver pregiudicato il «messaggio culturale» del Festival. Prossima puntata Miss Italia.

La letteratura: 1
Altrogiro, altra (brutta) novità. La letteratura trasferita sul palco dell'Ariston è stata la peggiore idea di Bonolis. Cinque grandi scrittori sono stati invitati a scrivere un brano dedicato a Sanremo (da non confondere con una canzone) affidato per la lettura ad altrettanti attori. Lo stesso Bonolis, Alessandro Haber, Giorgio Pasotti, Piera Degli Esposti e Remo Girone hanno letto i pezzi di Alda Merini, Paolo Giordano, Niccolò Ammaniti, Michele Serra e Dacia Maraini. Tutti lunghissimi e di una noia mortale. Il peggiore? Bisognerebbe tirare i dadi.

Kevin Spacey: 8
Dopo Vincent Cassel, che nessuno, tranne (forse) Monica Bellucci, pensava fosse così spiritoso, il più sorprendente, tra i superospiti è stato Kevin Spacey. O qualcuno sapeva che avesse una voce del genere? Quando ha intonato «Fly Me to the Moon» perfino Luca Laurenti è impallidito: fino a quel momento era stato lui il clone sanremese di Frank Sinatra. Davvero bravo, al punto che l'indomani una giornalista del Tg1, oltre ad assegnargli i due Oscar guadagnati sul campo, lo ha promosso premio Nobel.

I modelli: 4
Un bellissimo per ogni serata. Forse per dare un contentino anche alla fetta femminile del pubblico televisivo. Sicuramente stufa di mezzo secolo abbondante di vallette, bionde o brune che fossero. Per colmare la profonda lacuna sono stati dunque reclutati cinque testimonial di noti stilisti, due inglesi, un israeliano, un brasiliano e un italiano, l'insopportabile chiacchierone Ivan Olita, che ha parlato per tutti. I cinque sono stati scelti personalmente dalla signora Bonolis, Sonia Bruganelli. Una che NON se ne intende.

Fabrizio Del Noce: 4
Il più accanito tra i presenzialisti? Non c'è dubbio, il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce. Seduto in primissima fila, tra i soliti alti papaveri (senza papere), della tv di Stato, ha gongolato per cinque sere di seguito. Beandosi di ogni cosa andasse in onda. Anche del più inutile degli interventi, quello di tale Miguel D'Escoto, ignoto presidente dell'assemblea della Nazioni Unite. Ci sarebbe voluto il finto ambasciatore Totò, pronto a spaccare un cristallo per far capire all'interlocutore telefonico che si trova al Palazzo di Vetro.

Le vallette: 5
Poverette, quanto erano imbranate le madrine dilettanti che hanno piroettato all'Ariston. Tolta dal mazzo l'ultima, Maria De Filippi, che si è spiritosamente prodotta in una perfetta imitazione della mitica, taciturna valletta di Mike, Edy Campagnoli, le altre hanno un po' deluso. Alessandra Piovan, Eleonora Abbagnato, Gabriella Pession hanno lasciato dimenticabili tracce sul palco. È stato l'unico motivo per rimpiangere Baudo e affini. Scommettiamo che nel 2010 rivedremo le vallette bicolori?