Paliano, parco «da visitare»: chiuso da anni

La Regione Lazio finanzia in maniera cospicua un progetto per il risanamento ambientale di un parco, necessario perché quel luogo è chiuso da 4 anni, ma poi concede un bonus agli studenti che desiderano visitare il parco. Che però è sempre chiuso.
Al centro della vicenda c’è il parco naturalistico della Selva di Paliano, un’oasi di rara bellezza al confine tra le province di Roma e Frosinone. Il parco, per buona parte appartenente al principe Ruffo di Calabria, da 4 anni ha chiuso i battenti e ora tutta l’area versa in condizioni di degrado. Per la Regione, però, La Selva è sempre un posto dove eventualmente mandare in gita gli alunni delle scuole del Lazio. L’altro giorno, infatti, la Giunta regionale, su proposta dell'assessore Mancini, ha deliberato di concedere un bonus di 25 euro per ogni studente di terza media in gita, purché i luoghi prescelti ricadano nella nostra regione. E accluso alla delibera, c’è l’elenco dei luoghi visitabili, tutti siti di interesse storico-artistico-paesaggistico scelti d’intesa tra l’assessorato allo sviluppo economico e quello alla cultura. In questo elenco, nel paragrafo sulla provincia di Frosinone, spunta però anche La Selva di Paliano. Il meraviglioso parco che però non può ospitare più visitatori da 4 anni. Una semplice svista? Probabilmente. Alla Regione, però qualcuno evidentemente è a conoscenza del fatto che il parco ciociaro è chiuso da tempo, visto che la stessa amministrazione della Pisana ha concesso un cospicuo finanziamento, per oltre due milioni di euro, per il cosiddetto Progetto Stu, ovvero la Società di Trasformazione Urbana che, insieme con il Comune di Paliano e amministrazione provinciale di Frosinone, darà linfa all’oasi naturalistica. Per carità, nessuno sperpero di denaro pubblico, visto che nessuna scuola chiederà di andare a visitare un parco chiuso e dunque non attingerà ai bonus riservati agli studenti, ma la singolarità resta. E fa il paio con quella di qualche tempo fa, quando a un rivenditore di Frosinone arrivò dalla Pisana una lettera con tanto di indirizzo del destinatario, solo che accanto alla dicitura «Frosinone» figurava un... provincia di Latina. Evidentemente spedita da qualcuno che, pur stando alla Regione, con le province del Lazio non aveva tanta dimestichezza.