Il panorama Ict italiano è in crescita ma non brilla

Dal rapporto Assintel emerge una modesta crescita del settore. Le imprese hanno ricominciato ad investire, ma senza tanto coraggio

Il settore italiano dell’Ict conferma il piccolo trend positivo di crescita, registrato già lo scorso anno. Secondo il rapporto 2007 di Assintel, i dati mostrano una crescita dell’intero settore dell’Information Technology del 2,1% con un fatturato di 21,4 miliardi di euro. Non si tratta certamente di un aumento considerevole, ma è pur sempre una tendenza positiva per un settore che ha vissuto forti momenti critici. Soprattutto se si paragonano questi numeri con le percentuali di crescita media degli altri paesi europei che si assestano sul +4,1% - praticamente il doppio rispetto al mercato italiano - e a quelli del Nord America (più 5,4%). Per non parlare poi della crescita impressionante (più 20%) in paesi emergenti come la Cina e l’India.

Il trend positivo, comunque, riguarda di più il software che l’hardware con un aumento rispettivamente del 3,4% e del 2,1%, mentre i servizi It hanno registrato una crescita dell’1,5%. Le cause di questa espansione sono legati a una ripresa degli investimenti da parte delle grandi imprese che nella metà dello scorso anno ha contagiato anche le piccole e medie aziende, le quali, ricorda Assintel, costituiscono il tessuto economico vitale del nostro Paese e dovrebbero essere incentivate a investire di più in tecnologia.
I maggiori investimenti sono stati appannaggio delle banche (+2,2%) e del settore manifatturiero (+1,5%), del commercio e dei servizi (+2,8%). Ancora deludente, invece, l’impegno nello sforzo di modernizzazione della Pubblica amministrazione e degli enti locali, che hanno fatto segnare una crescita degli investimenti di appena lo 0,6%.

Il buon andamanto dell’hardware è direttamente proporzionale all’aumento delle vendite di pc, in particolare i notebook. Mentre per i servizi It, con una percentuale di crescita del 1,5%, si registra, da un lato, una sensibile diminuzione delle tariffe professionali e, dall’altro, un aumento della domanda per la sicurezza, l’organizzazione e la governance.

Guardando oltre le cifre e i numeri di questo report, emerge un panorama dell’industria italiana che chiede un’ottimizzazione dei costi, ma che resta ancorata a strategie di impresa conservatrici e poco disposte al rischio. Certamente, l’Information Technology non è la sola condizione necessaria alla crescita industriale, ma è uno strumento per raggiungere una maggiore competitività sul mercato e per promuovere l’Italia tecnologica, ricca di talenti e di eccellenze, ma ancora debole nel panorama mondiale. Come ha dichiarato il presidente di Assintel, Giorgio Rapari, per raggiungere questi obiettivi: «Occorre una forte sinergia fra tutti gli attori coinvolti e portare in primo piano le esigenze e i messaggi di chi fa innovazione per la crescita di tutto il Sistema Paese».