Paolo Sorrentino, "Il mio un film tutto italiano Speriamo di riuscire a portarlo agli Oscar"

Un film da emigrante? Paolo Sorrentino non ci sta. Italiano è il regista di <em>This must be the place</em>, come la produzione e la fotografia. Tre ottimi motivi per definire il nuovo film del regista italiano un film tutto made in Italy, che forse vedremo anche agli Oscar

Che il suo sia un film da emigrante, Paolo Sorrentino non lo dirà mai. E lo ribadisce durante la conferenza stampa con cui presenta il suo This must be the place, in uscita il 14 ottobre. Il suo è un prodotto del tutto made in Italy, nonostante la totale assenza di attori di casa nostra. A chi gliene chiede conto, il regista risponde senza pensarci due volte, convinto dell'italianità del suo progetto. "Secondo me un film è italiano se concepito da italiani, pensato e scritto da italiani, diretto da un italiano e fotografato da un italiano", dice il regista partenopeo. Tutte caratteristiche che il suo film ha.

Certo, poi c'è il cast totalmente orientato ad Hollywood, con in testa uno Sean Penn in splendida forma. C'è anche il fatto che il film è recitato in inglese. E che le scene dell'ultimo lavoro di Sorrentino sono state girate tutte all'estero, tra Irlanda e Stati Uniti. Ma per il regista, che dice di non capire il significato di "italianità di un prodotto", a contare sono altri aspetti, come fotografia e regia, questi si, in tutto e per tutto italiani.

Reduce da un passaggio discretamente fortunato alla Croisette, per This must be the place si prospetta una visita  - tempistiche permettendo - agli Oscar. A Sorrentino, e alla casa di produzione, la Weinstein, gigante distributore - tra gli altri - di Il discorso del re e Inglorious Basterds, basterà far uscire il film in due città americane entro dicembre per poter presentare il nuovo Sorrentino agli Oscar. Un'eventualità tutt'altro che remota, che i produttori italiani, giustamente scaramantici, non vogliono ancora considerare.

E a chi gli chiede dettagli sui progetti futuri, Sorrentino risponde con un po' di nostalgia di casa. Dopo "una lunga, bella vacanza", un ritorno a casa non gli dispiacerebbe. "Non so ancora cosa farò - dice - ma di certo la realtà italiana rappresenta un ricco serbatoio da cui attingere per poter raccontare. Offre un panorama molto attraente. Il cinema italiano - conclude - è destinato a diventare molto più importante di ora, quando se lo potrà permettere. Ora, purtroppo, non se lo può permettere".