Il Papa: contrastare chi stronca vite innocenti

Amman: decine di migliaia i cristiani in festa per la messa celebrata da Benedetto XVI che ripete: "Abbiate il coraggio di restere in Terra Santa". Poi chiede una forte testimonianza contro coloro che "giustificano" la soppressione di vite innocenti e per la difesa della "dignità" delle donne. Prima Comunione ai bambini 

Amman - Festa per Benedetto XVI allo stadio di Amman, dove si è riunita la Giordania cristiana, nel suo penultimo giorno nel regno di Abdallah II. Fin dalle 8 del mattino migliaia di bandiere giordane, vaticane, libanesi, filippine e irachene, sventolano nell'impianto sportivo a dimostrazione della multiculturalità di un Paese in cui i cristiani sono poco più del 3%.

I cristiani in Terrasanta vivono le stesse "difficoltà" delle popolazioni del Medio Oriente, il Papa ne è consapevole, ma chiede per loro il "coraggio" di sostenere " quotidianamente" gli "sforzi di dare testimonianza della fede cristiana e di mantenere la presenza della Chiesa nel cambiamento del tessuto sociale di queste antiche terre". "La fedeltà alle vostre radici cristiane, la fedeltà alla missione della Chiesa in Terra Santa, - ha detto il papa nell'omelia della messa - vi chiedono un particolare tipo di coraggio: il coraggio della convinzione nata da una fede personale, non semplicemente da una convenzione sociale o da una tradizione familiare; il coraggio di impegnarvi nel dialogo e di lavorare fianco a fianco con gli altri cristiani nel servizio del Vangelo e nella solidarietà con il povero, lo sfollato e le vittime di profonde tragedie umane; il coraggio di costruire nuovi ponti per rendere possibile un fecondo incontro di persone di diverse religioni e culture e così arricchire il tessuto della società. Ciò significa anche dare testimonianza all'amore che ci ispira a "sacrificare" la nostra vita nel servizio agli altri e così a contrastare modi di pensare che giustificano il "stroncare" vite innocenti".

Il papa chiede ai cristiani di Terrasanta una forte testimonianza contro coloro che "giustificano" la soppressione di vite innocenti. Lo ha detto nell'omelia che celebra nello stadio di Amman, riflettendo sul senso del sacrificio della propria vita per i cristiani. "Ciò significa - ha spiegato - anche dare testimonianza all'amore che ci ispira a 'sacrificare' la nostra vita nel servizio agli altri e così a contrastare modi di pensare che giustificano il 'stroncare' vite innocenti".

Dignità per donne La Chiesa di Terrasanta testimonia "rispetto" e "dignità della donna" e con questo può dare un importante contributo alla costruzione della civiltà dell'amore", contro chi considera le donne solo sotto l'aspetto dello "sfruttamento e del profitto", ha detto il Papa. "Con la sua pubblica testimonianza di rispetto per le donne e con la sua difesa dell'innata dignità di ogni persona umana, - ha sottolineato -, la Chiesa in Terrasanta può dare un importante contributo allo sviluppo di una cultura di vera umanità e alla costruzione della civiltà dell'amore". La riflessione papale è partita dalla famiglia, a cui la Chiesa di Terrasanta dedica questo anno pastorale.

Prima comunione ai bambini Come un semplice parroco, il Papa, durante la messa ha distribuito la prima comunione ad alcuni bimbi e bimbe, tra cui anche dei piccoli iracheni, che indossavano la tonaca bianca, mentre le piccole avevano una coroncina bianca tra i capelli. La prima comuione è una festa per le famiglie cristiane, e il papa ha voluto compiere questo gesto nell'anno che la Chiesa di Terrasanta ha dedicato alla famiglia.

La Madonna sostenga i cristiani Al termine della messaBenedetto XVI, recitando la preghiera del Regina Ceoeli, ha invocato la "materna intercessione" della Madonna "per tutte le famiglie di queste terre, - ha detto -, affinché possano veramente essere scuole di preghiera e scuole di amore". "Chiediamo alla Madre della Chiesa - ha aggiunto - di volgere il suo sguardo misericordioso su tutti i cristiani di queste terre: con l'aiuto delle sue preghiere possano essere veramente una cosa sola nella fede che professano e nella testimonianza che offrono". Benedetto XVI ha anche sottolineato di aver parlato durante la messa del "carisma profetico delle donne, come portatrici di amore, maestre di misericordia e costruttrici di pace".

All'International Stadium, ci sono le varie anime cristiane del Paese: fra le altre le missionarie della Carità di Madre Teresa, molto attive in questa zona, parrocchie di provincia, scuole cattoliche e anche le religiose della Famiglia del Verbo Incarnato, Ordine argentino con numerose missioni in Medio Oriente, fra Egitto, Tunisia, Giordania, Palestina e Israele. La prossima aprirà in Iraq, dove dalla prossima estate le suore affiancheranno l'attuale parroco della Cattedrale di Baghdad. "La nostra missione principale è dare sostegno ai cristiani dei Paesi a maggioranza musulmana", spiega Maria, suora italo-argentina di 32 anni, da quattro in Egitto. E' ad Amman per vedere il Papa e lo seguirà anche in Israele.

"In Giordania i cristiani vivono bene - dice -. Il re è musulmano, ma figlio di madre cattolica e quindi ha una grande sensibilità. Ma non bisogna illudersi". Spiega che, anche se in Giordania, Paese islamico, c'é parità di diritti fra musulmani e cristiani, secondo la sua esperienza si tratta di "una uguaglianza apparente e che nel migliore dei casi permette una convivenza pacifica".Di pace e uguaglianza parla anche Secil, nove anni, cristiano-caldea, figlia di rifugiati iracheni, con i quali parla in aramaico ("la lingua di Gesù ", precisa orgogliosa). Secil è una dei bambini che oggi riceverà la Comunione da Benedetto XVI. E' felice di essere qui e molto emozionata e se potesse parlargli gli direbbe di andare in Iraq e fare qualcosa perché torni la pace nel suo Paese, che lei ha lasciato quando aveva cinque anni.