Il Papa: servire senza distinzioni di razza e religione

Roma - Benedetto XVI da oggi ha una tessera in tasca, è quella numero uno della mensa Caritas con la nuova scritta "Mensa Giovanni Paolo II". È un regalo simbolico, uno dei quattro che la mensa di Colle Oppio, a Roma, ha voluto fare al Papa per ringraziarlo della visita che il Pontefice ha fatto stamani al centro che accoglie ogni giorno i più poveri e i senza tetto. "In un luogo come questo - ha detto papa Ratzinger - è possibile toccare con mano la presenza di Cristo nel fratello che ha fame e in colui che gli offre da mangiare". Il Papa ha voluto sottolineare come il cristiano debba, sempre e comunque, "servire la persona, senza distinzione di razza, religione e cultura". E il concetto di "servire la persona", ha evidenziato il pontefice, è qualcosa di molto più profondo che "dare da mangiare".

Un siparietto curioso si è verificato mentre il Papa stava salutando alcune persone radunate dietro alle transenne. Benedetto XVI si è chinato per raccogliere il portatelefonino che era caduto a una signora. Soltanto un piccolo gesto, che testimonia però come il Papa intenda porsi, con estrema umiltà, nei confronti di tutti i fedeli, senza guardarli dall'alto in basso, ma mettendosi sul loro stesso piano. Soffermandosi sui concetti di carità e amore, Ratzinger ha ribadito che entrambi questi due "doni" danno a ogni persona "una gioia certamente diversa da quella illusoria reclamizzata dalla pubblicità". Più che un messaggio non di condanna verso la reclame si è trattatato, in questo caso, di uno spunto di riflessione verso i valori più profondi che, spesso, vanno trovati al di fuori dell’effimero.