Paradisi fiscali: ecco i Paesi offshore

L’Ocse ha pubblicato le liste dei &quot;paradisi fiscali&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=340920">Giro d'affari da 1.800 miliardi</a></strong>. Costa Rica, Malaysia,
Filippine e Uruguay nella lista nera. Ocse: &quot;Tendenza
ad attirare società <em>offshore</em> con attività fittizie&quot;

Londra - Come annunciato al termine del vertice del G20 a Londra, l’Ocse ha pubblicato ieri sera le liste aggiornate dei cosiddetti "paradisi fiscali", che i leader mondiali sono determinati ad eliminare. Accanto ai quattro che finiscono nella lista nera, ce ne sono ben 38 nella grigia, una fascia di stati che si sono impegnati ad adeguarsi alle norme ma non l’hanno ancora fatto. In lista bianca, quelli che "sostanzialmente" si sono adeguati.

La lista nera Costa Rica, Malaysia per il suo territorio di Labuan, Filippine e Uruguay: questo il quartetto contro il quale stasera tutti puntano l’indice: zero accordi di trasparenza e zero impegni, finora, per loro. Secondo la definizione tecnica dell’Ocse, sono territori con "imposte insignificanti o inesistenti", "assenza di trasparenza fiscale", "assenza di scambio di informazioni fiscali con altri stati" e "tendenza ad attirare società offshore con attività fittizie".

Nomi eccellenti nella lista grigia Nella lista grigia finiscono molti nomi "eccellenti", dalla Svizzera, che però già stasera ha fatto sapere di aver "previsto" le decisioni del G20 e di essersi adeguata "ammorbidendo" il suo segreto bancario, al Belgio, dall’Austria al Lussemburgo. Si tratta di paesi che si sono soltanto "impegnati" alla trasparenza imposta dalle norme Ocse ma che finora non hanno sostanzialmente applicato tale principio. Negli ultimi giorni, diversi di questi stati finiti in zona grigia, avevano cercato di correre ai ripari, dando garanzie e promesse di buona condotta per evitare di finire nell’elenco. Belgio, Austria, Lussemburgo, Svizzera, Liechtenstein, Andorra: tutti questi governi hanno promesso che il segreto bancario non sarà più così rigido. Il Belgio aveva anche fatto sapere di voler anticipare di un anno, dal 2011 al 2010, la pura e semplice soppressione del segreto, Lussemburgo ed Austria hanno accettato di cooperare con gli altri paesi scambiando informazioni bancarie nel caso di sospetto di frode fiscale. La Svizzera ha ribadito che si conformerà al dettato Ocse.

Gli Stati che cooperano L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha completato gli elenchi con una lista "bianca", che comprende gli stati che "cooperano in modo sostanziale": al fianco di Seychelles o dell’Isola di Man, figurano Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna. Rientra nel novero dei "bianchi" anche la Cina, pur se Pechino non si è opposta alla crociata contro i paradisi fiscali soltanto in cambio della "promozione" delle sue due amministrazioni speciali, Hong Kong e Macao, dalla lista nera a quella grigia.