Un paradiso bianco chiamato Kitzbühel

Sabato prossimo sulla pista Streif si disputa la gara di discesa più difficile e famosa

Marco Rolando

Il conto alla rovescia è cominciato. Mancano pochi giorni all'inizio della sessantaseiesima edizione dell'Hahnenkamm Renne, la gara di discesa libera più difficile e famosa del mondo che si tiene ogni anno sulla pista Streif, a Kitzbühel. A ridosso delle Olimpiadi di Torino 2006, quello di sabato 21 (inizio ore 11,30) sarà uno dei grandi appuntamenti in grado di calamitare l'attenzione di tutti gli appassionati di sport bianchi e non solo. Anche i non addetti ai lavori conoscono infatti la spettacolarità dei celebri passaggi della discesa, come la Mausefalle, la "trappola per topi" che catapulta in aria i discesisti per una cinquantina di metri facendo riprendere contatto con la neve poco prima delle reti di protezione, o la Steilhang, un muro apparentemente verticale su cui gli atleti disegnano una "esse" prima di entrare a tutta velocità in uno stretto corridoio dove non è concesso sbagliare, e non solo per la posizione in classifica. Passaggi spettacolari, da cardiopalmo, su cui hanno mostrato il proprio coraggio discesisti del calibro di Anderl Molterer, Toni Sailer, Karl Schranz, Franz Klammer, Pirmin Zurbriggen, Peter Müller e Kristian Ghedina. Nomi che hanno fatto la storia dello sci e che spiegano come mai a ogni edizione della gara sul parterre d'arrivo si assiepi una folla di 50 mila persone, che acclama festante gli eroi della velocità. Organizzata per la prima volta nel 1931, la Hahnenkamm Rennen è elemento insostituibile dell'identità culturale della valle, ma è anche un rito popolare in grado di richiamare tifosi da tutta l'Austria. Per il turista comune costituisce invece la privilegiata porta d'accesso per conoscere più da vicino questa antica cittadina stretta fra le montagne.
Prima che lo charme dei suoi alberghi e il fascino delle vie medievali fossero appannaggio dei moderni turisti (le brochure informative delle agenzie di soggiorno la definiscono spesso la "Cortina austriaca"), Kitzbühel era un centro minerario per l'estrazione del rame e dell'argento, riconosciuto comune autonomo già nel 1271 dal duca di Baviera Ludovico II. La sua posizione, a nord delle Alpi e a quota relativamente modesta (800 metri), è interessata dalle fredde perturbazioni dell'Europa centrale che scaricano qui abbondanti precipitazioni nevose nei mesi invernali. Se questo microclima poteva essere sfavorevole ai tempi di Ludovico II, in anni più recenti ha fatto sì che l'antico borgo medievale diventasse il fulcro di un imponente comprensorio sciistico che abbraccia i centri di Reith, Aurach, Jochberg, Aschau, Kirchberg e Pass Thurn. Il cambiamento arriva più di un secolo fa, quando un po' ovunque sulle Alpi alcuni intraprendenti montanari sperimentano nuovi e prodigiosi attrezzi provenienti dalla Norvegia, che pare permettano di galleggiare sulla neve e di spostarsi di valle in valle anche durante l'inverno. Kitzbühel è teatro di questi primi tentativi e uno dei suoi uomini più in vista, il futuro sindaco Franz Reisch, si fa spedire dalla Scandinavia un nuovo paio di sci che sperimenta sul Kitzbüheler Horn, suscitando l'ilarità degli amici. È il 1894 e in capo a pochi anni la neve diventerà il più fedele alleato degli albergatori delle Alpi e dei maestri di sci. Località come St. Moritz, Megève, Chamonix, Zermatt iniziano a lavorare anche d'inverno e, nel primo dopoguerra, la ritornata voglia di divertirsi trova nel nuovo sport la più inebriante valvola di sfogo (almeno fra le classi che possono permetterselo). E in questo periodo di euforia nasce a Kitzbühel la mitica Streif.
Oggi, a 75 anni dalla prima edizione, Kitzbühel è una stazione turistica da un milione di pernottamenti all'anno, che incentra gran parte della sua offerta sugli sport bianchi. E lo fa credendoci davvero. Da un anno i due comprensori dell'Hahnenkamm e dello Jochberg, divisi orograficamente dal vallone di Saukasergraben, sono stati collegati da un'avveniristica opera di ingegneria funiviaria, che allarga l'intero domaine skiable a un'estensione di 148 chilometri di piste, dove lo sciatore insaziabile può effettuare uno "ski safari" di 35 chilometri partendo da Hollersbach e arrivando a Kirchberg. Sono seimila metri buoni di dislivello anche se, per chi giunge la prima volta su queste nevi, sarà più consigliabile rodare le gambe sulla Streif Familie, una pista rossa che permette di buttare l'occhio sui mitici passaggi della Streif. Per chi invece preferisce tenersi lontano dal via vai adrenalinico delle piste, le alternative sono chilometri e chilometri di percorsi per lo sci di fondo perfettamente battuti e segnalati, o i suggestivi itinerari per racchette da neve che si addentrano in abetaie silenziose e sfiorano laghetti ghiacciati.