Il Paradiso manda all’inferno gli studenti

Ieri prima prova scritta per i 500mila studenti delle scuole superiori italiane che stanno sostenendo l'esame finale. Sette le tracce preparate dal ministero dell'Istruzione. Da Dante al villaggio globale, dal neocolonialismo a Galileo, passando per la giustizia e la Costituzione repubblicana

Tutti alla larga dal tema su Dante. Con buona pace di Roberto Benigni che la butta sul ridere: «Il mio spettacolo ha influenzato la maturità? Meno male allora che hanno scelto Dante e non Berlusconi; il mio monologo si divide infatti in due parti: metà su Dante e metà sul Cavaliere». Polemica anche per un «errore grave», come lo definisce il presidente della Società dantesca italiana, Guglielmo Gorni: «Nella traccia sta scritto che san Tommaso d'Aquino descrive a Dante le figure di San Francesco d'Assisi e di San Domenico di Guzman. Ma non è così: san Tommaso d'Aquino si limita a raccontare la vita di San Francesco. Quanto a San Domenico di Guzman, ne parlerà Bonaventura di Bagnoregio nel canto successivo, il dodicesimo». Comunque sia, i maturandi hanno preferito buttarsi sull’argomento genereale dedicato alla televisione del «villaggio globale», roba buona magari per inserire qualche facile discorsetto sui reality show tralasciando la polverosa citazione di Tamburrano. Un’altra parola-passepartout che ha spalancato i portoni della facile retorica è stata «Terzo mondo», citata a proposito di immigrazione del tema storico sulla «fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo». Sicuramente tutti se la sono presa con i paesi ricchi che sfruttano i paesi poveri, ipotecando così una sufficienza a prova di demagogia. Idem per il tema sulla «nascita della Costituzione repubblicana» che ha sicuramente scatenato la generale indignazione giovanile contro «l’odiata dittatura» sconfitta dalla lodevole «partecipazione politica compiuta nell’Italia democratica». Frasi un po’ datate, buone per ogni stagione. Peccato che pochi abbiano affrontato il tema su «legalità, diritto e giustizia» pilastri della «convivenza civile e dell’esercizio del potere». Per fortuna è andata meglio per altre due tracce: «I luoghi dell’anima nella tradizione artistico-letteraria» e la parentesi galileiana dedicata alla «nascita della scienza moderna». Proprio nell’anno in cui sono stati tagliati drasticamente i fondi alla ricerca universitaria.