Parlamento Ue: famiglia e gay pride siano diritti

Gay, lesbiche, bisessuali e transgender nella Ue
devono avere "diritto alla famiglia" e "libertà di opinione, espressione e associazione" e devono poter manifestare liberamente nei raduni dei "gay pride". Lo prevede una risoluzione approvata a larghissima maggioranza dalla
plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo

Strasburgo - Gay, lesbiche, bisessuali e transgender nella Ue devono avere "diritto alla famiglia" e "libertà di opinione, espressione e associazione", ovvero devono poter manifestare liberamente nei raduni dei "gay pride". È quanto prevede una risoluzione appoggiata da tutti i partiti (tranne lo Edf, il gruppo di euroscettici britannici e Lega Nord) e approvata a larghissima maggioranza dalla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo: 442 sì, contro appena 104 no e 40 astensioni.

Tra i voti favorevoli 134 sono venuti dalle file dei Popolari del Ppe, compreso quello del capogruppo, il francese Joseph Daul, e di esponenti del Pdl come Albertini, Antoniozzi, Gargani, La Via, Mazzoni e Zanicchi. Nel testo della risoluzione, che dà seguito a quanto previsto dal regolamento Onu sui diritti umani, l’orientamento sessuale e l’identità di genere, è scritto tra l’altro che il Parlamento europeo "si rammarica" che nella Ue "non siano ancora pienamente rispettati in ogni circostanza" i diritti Lgbt "all’integrità fisica, alla vita privata e alla famiglia, alla libertà di opinione, espressione ed associazione, alla non discriminazione, alla libera circolazione e il diritto di asilo".

La larghissima maggioranza ottenuta dalla risoluzione è stata salutata dal gruppo socialista S&D con una nota in cui si sottolinea "l’orgoglio per il fatto che tutti i gruppi politici uniti hanno condannato la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere".