Parma, la «piccola capitale» tra peccati di gola, arte e musica

Lonely Planet Usa la presenta così: «...is the perfect picture of a well-off provincial city. Well-dressed locals...» (l'immagine perfetta della provincia benestante… con abitanti eleganti…); e la Frommer's, una delle più importanti e consultate guide turistiche americane, la dipinge come città pulita ed ordinata, mecca per gli amanti del buon cibo e dell'Opera.
Questa è Parma, città dalle mille risorse, capace di stupire per le eccellenze che racchiude tra le sue mura. Molti la scelgono per la cucina, altri per le bellezze artistiche, alcuni per la musica di Verdi, altri ancora perché è bike-friendly. Resta il fatto che la «petite capitale», come la battezzò la Duchessa Maria Luigia d'Asburgo, moglie di Napoleone che la governò nel 1816 quando la cucina raffinata amplificava i fasti della corte, risente ancora del nobile passato mostrando le tracce dei suoi personaggi più illustri e va fiera dei prodotti della sua terra, come il prosciutto e il parmigiano reggiano, che protegge e difende come si fa con un vero tesoro.
Una città che affascina allo stesso tempo gli amanti dell'arte, della musica e della buona cucina, e che vale una visita come fosse davvero una capitale. Tanto che sono sempre di più i turisti stranieri che si fermano almeno un paio di giorni scegliendola come punto di appoggio anche per raggiungere altre città del Nord Italia.
A Parma cucina e cultura hanno un legame stretto e in occasione di una visita - anche di un giorno soltanto - è impossibile ammirare una bellezza artistica senza aver assaporato almeno una delle tante specialità gastronomiche.
La piazza che ospita il Duomo e il Battistero nel centro della città è una piccola bomboniera che trasuda di storia e arte centenaria. All'interno della cattedrale tra i numerosi affreschi risalta l'Assunzione della Vergine del Correggio, le cui opere si trovano anche nella poco distante Camera di San Paolo, mentre si resta colpiti dall'imponenza del Battistero, in marmo bianco e rosso a pianta ottagonale opera dello sculture Benedetto Antelani.
Usciti dal Duomo, una passeggiata di cinque minuti e si raggiunge il teatro Farnese, già teatro di corte dei duchi di Parma e Piacenza: completamente distrutto durante i bombardamenti della seconda Guerra mondiale, è stato riscostruito negli anni Cinquanta secondo i disegni originali con il materiale recuperato. Fa parte di un complesso storico architettonico che comprende Palazzo della Pilotta, Biblioteca Palatina, Galleria Nazionale e la pinacoteca che ospita dipinti di Leonardo, Tintoretto e Giulio Romano.
Una sosta veloce da Pepen, storica paninoteca in via Sant'Ambrogio che ha sfamato tutta la città con la «carciofa» (torta salata) e lo «spaccaballe» (panino all'arrosto di maiale) accompagnati da un bicchiere di malvasia, e si è nuovamente pronti a riprendere il tour. Magari visitando una mostra alla Pinacoteca Stuard, recentemente ristrutturata, o al Palazzo del Governatore o ancora alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiani di Traversetolo, dove fino al 29 giugno è aperta una monografica sul pittore Massimo Campigli.
Prima di cena, dopo aver ammirato il Palazzo Ducale e attraversato il suo parco, venti ettari di verde e più di 3 km di viali alberati, si raggiunge il Teatro Regio dove dalle 18,30, e solo in occasione degli spettacoli del weekend (il calendario è pubblicato su www.teatroregioparma.it), con 7 euro si può bere l'aperitivo accompagnato da uno speciale buffet al bar del foyet e scoprire il fascino, la bellezza e l'emozione del Teatro.
Sulla strada di ritorno - per fare rifornimento di provviste - merita una sosta l'Azienda agricola Bertinelli (Via Medesano 1, Noceto - tel. 0521.620776) affacciata proprio sull'incrocio tra le provinciali di Noceto e Medesano. Nata alla fine dell'Ottocento, l'azienda gestisce in proprio tutti i comparti produttivi della filiera agro-alimentare del latte. Lì si possono acquistare tutte le specialità, dal prosciutto al culatello, oltre - ovviamente - al formaggio. Ma il vero fiore all'occhiello della produzione Bertinelli è il Parmigiano-Reggiano millesimato, chiamato così perché preparato con il latte più nutriente, quello delle bovine neo mamme che hanno partorito da pochi giorni. È una vera chicca, da provare.