Parole di carta in alta quota tra storia, storie e paesaggi

La montagna e l’alpinismo come cultura ma anche come «uso politico»

Lorenzo Scandroglio

Anche alle nostre latitudini il simbolismo natalizio si accompagna a un immaginario dal sapore inconfondibilmente nordico. Fatta eccezione per la tradizione del presepio, l'albero di Natale, Babbo Natale con renne e slitta, le canzoni che narrano di paesaggi innevati, fanno pensare più a scenari alpini che a Gerusalemme. Ecco perché fra le tante strenne da mettere sotto l'albero consigliamo di prendere in considerazione la ricca offerta di libri di montagna, di esplorazione e di avventura che stanno uscendo in questo periodo.
Cominciamo con un titolo «di peso» per chi la montagna non la vive solo scalando o sciando ma ne fa oggetto di approfondimento culturale: Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885 (Priuli & Verlucca Editori, pagg. 360, euro 90,00, corredato da oltre 370 immagini a colori e in bianco e nero, formato grande, cartonato con sovraccoperta a colori e cofanetto) di Laura e Giorgio Aliprandi è uno dei titoli più significativi del settore usciti negli ultimi anni. In sostanza si tratta di un'indagine di cartografia storica, con frequenti riproduzioni a stampa a colori o in bianco e nero, che mostra come è cambiata, nell'arco di quattro secoli, la percezione delle Alpi nelle mappature di epoche - e bisogna tenerne conto - in cui non esistevano le foto aeree. Dunque una sorta di storia della cartografia alpina che evidenzia come la scoperta delle Alpi da parte dei cartografi sia stata lenta e graduale, finalizzata per lo più alla descrizione dei colli utilizzati per motivi commerciali, militari e religiosi. Il libro è, in realtà, il primo di due volumi, il secondo dei quali affronterà la tematica della cartografia specialistica delle Alpi.
Proseguiamo: la montagna e l'alpinismo stanno sempre più diventando oggetto di attenzioni da parte degli storici contemporanei con esiti a dir poco interessanti che meriterebbero ulteriori approfondimenti, specie sul rapporto tra Cai e politica nella delicata fase di transizione che ha portato dal fascismo al dopoguerra. A questo proposito sono molto interessanti le considerazioni di Pietro Crivellaro nella rubrica Mediateca della rivista Alp (Cda&Vivalda editori) in uscita a fine mese.
Sull'argomento si segnala l'agile volumetto Le Alpi dello storico valdostano Marco Cuaz (Il Mulino, pagg. 200, euro 12,50) che riassume la storia dell'uso politico che è stato fatto delle Alpi italiane, per quanto la maggior parte di noi sia persuasa del contrario, e cioè che la montagna sia il luogo di amicizie e fratellanze.
Un altro libro atteso, ora giunto anche in Italia, è quello del tedesco Werner Bätzing: Le Alpi. Una regione unica nel cuore dell'Europa (Bollati Boringhieri, pagg. 485, euro 70) presentato come «il libro più importante sulle Alpi, frutto di venticinque anni di ricerche» e raccomandato come «un'opera di cultura che ogni amante delle montagne dovrebbe possedere».
Tra gli altri titoli, per restare alla storia, segnaliamo un libro irrinunciabile dal titolo impronunciabile: Mrzli Vrh di Guido Alliney (Nordpress, pagg. 104, euro 18,50 con 64 tavole fotografiche), che è il nome di un monte di 1.360 metri che fu teatro, meglio «calvario», di un capitolo della guerra che ha sconvolto e coinvolto i soldati di cinque eserciti, italiano, austriaco, ungherese, sloveno, bosniaco. Chi oggi compie la bella escursione che dal solare abitato di Krn conduce per mature faggete alla sella fra il Mrzli Vrh e lo Sleme; e da qui, su magri pascoli costellati di rocce, difficilmente può immaginare gli eventi che ebbero come scenario questi luoghi così ameni.
Certo, il solco dei camminamenti è ancora avvertibile nel verde dei prati, e le creste rocciose sono ancora ferite dalle trincee ormai colme di detriti. Lungo i torrentelli, poi, è facile vedere un po' ovunque granate che arrugginiscono nell'umidità. Ci fu dunque un tempo in cui questo monte era simile a una bolgia dantesca, dove era fortunato chi vedeva sorgere il sole del giorno successivo. Un tempo in cui decine di migliaia di uomini rimasero per mesi sotto le intemperie e sotto le granate, mal riparati nell'umido dei ricoveri e nel fango delle trincee, sperando solo di sopravvivere per tornare alle proprie case.
Restiamo in montagna ma cambiamo genere: di Laura Guardini e Roberto Serafin è uscito Samaritani con la coda - storie vere di cani i montagna (Priuli & Verlucca Editori, pagg. 156, euro 9,50), libro curioso che narra le vicende di alcuni esemplari esponenti della razza canina, con o senza pedigree, che hanno votato la propria esistenza al salvataggio degli esseri umani in ambienti estremi. Ce n'è davvero di tutti i colori, per divertirsi e per commuoversi.
Infine il Calendario Alp 2006 (Cda&Vivalda Editori, euro 18) che è una galleria fotografica contenente un immagine per mese di un ottimo e giovane fotografo del settore montagna: Damiano Levati. I suoi scatti si soffermano sulle nuove tendenze sportive come montain bike, snowboard, cascatismo e bouldering affiancandosi al repertorio più classico di arrampicata e alpinismo.
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