Pascuál Baylon

Nato nel 1540 a Torre Hermosa, tra Castiglia e Aragona, era figlio di un pastore. Imparò a leggere da solo, mentre portava le pecore al pascolo. A vent'anni entrò come semplice frate tra i rigidissimi francescani alcantarini nel convento di Santa Maria di Loreto. La sua osservanza della regola era perfetta e lo si vedeva trascorrere lunghe ore in preghiera davanti al Santissimo. Ma si ricordano di lui anche il costante buonumore e le frequenti battute di spirito. Una volta, addirittura, fu visto (per caso, perché credeva di essere solo) eseguire una gioiosissima danza davanti a una statua della Vergine. Un giorno fu mandato in Francia, a Orléans, a portare una lettera al generale del ramo detto osservante. Non conosceva una parola di francese e la Francia era squassata dalle guerre di religione tra cattolici e calvinisti ugonotti. Il Baylon scampò a diversi attentati e fu più volte preso a sassate durante il tragitto. Si beccò anche una ferita in una spalla che lo tormentò per il resto della vita. Ma riuscì a portare a termine l'incarico e a tornare indietro. Riprese la sua vita nascosta nel convento, aiutando i malati e i poveri che ogni giorno bussavano. Furono in parecchi a guarire miracolosamente grazie alle sue preghiere. Fra Pascuál Baylon morì a cinquantadue anni nel giorno di Pentecoste (lo stesso in cui era nato) del 1592 a Villa Real, nel convento del Rosario. Venne beatificato nel 1618, addirittura prima del fondatore del suo ordine, s. Pedro de Alcántara, e canonizzato nel 1690. Per un paio di secoli furono uditi misteriosi rumori provenienti dalla sua tomba.