Pasini, il drago delle 125 vince con un braccio solo

da Donington

A Barcellona, dopo una caduta in gara provocata dall'ennesima rottura meccanica, aveva preso a calci la sua Aprilia, a Donington, tolto lo scaramantico gatto nero da tuta e casco, l'ha accarezzata dolcemente, un attimo dopo aver tagliato vittorioso il traguardo. Mattia Pasini, 21 anni da Rimini, era partito quest'anno per conquistare il titolo mondiale, ma nonostante una superiorità in prova quasi imbarazzante (cinque pole, quattro consecutive), è solo decimo in classifica generale, staccato di quasi ottanta punti dalla vetta. Colpa di cinque rotture del motore, un primato nel motociclismo, che hanno impedito al più forte pilota della 125 di conquistare successi a ripetizione, dopo i quattro ottenuti nella sua carriera prima del 2007. Un altro, probabilmente, si sarebbe scoraggiato, ma non Mattia, abituato, suo malgrado, a lottare con problemi ben più gravi di quelli di perdere una gara o anche un campionato del mondo. Da sempre grande appassionato di moto, quando era poco più che un ragazzino, Pasini si è schiacciato in maniera permanente un nervo dell'avambraccio destro in un incidente con la moto da cross. Da allora, il pilota romagnolo non ha più forza nel braccio, tanto che a fatica ti stringe la mano quando ti saluta. Eppure, nonostante questo, riesce a guidare una moto da gran premio, anche se solo una piccola 125. Il suo sogno è passare l'anno prossimo in 250 - e probabilmente ci riuscirà - ma non potrà mai guidare una MotoGP, che richiede braccia forti e robuste, in particolare la destra, quella che comanda il gas e il freno anteriore. Non è la prima volta che un pilota di moto corre con una menomazione importante: un famoso compaesano di Pasini, il grande Renzo Pasolini, a fine degli anni Sessanta era costretto a correre con il casco jet, per non appannare gli occhiali, mentre Mick Doohan ha conquistato cinque mondiali consecutivi in 500 con la gamba sinistra completamente martoriata dopo un incidente nel quale aveva rischiato l'amputazione. Doohan, faticava a camminare, di fatto era uno zoppo, ma quando saliva sulla sua Honda era praticamente imbattibile.
Tornando in 125, Noboru Ueda ha finito la carriera costretto a utilizzare un guanto speciale con degli elastici che aiutavano l'apertura della mano, dopo un incidente nel quale si era infortunato i tendini. A proposito di mani Loris Capirossi nel 2002 conquistò il terzo posto quattro ore dopo essersi rotto il polso destro.