Il Passetto di Borgo tra storia e superstizione

In questi giorni riapre eccezionalmente al pubblico il «Passetto di Borgo». Fino al 24 agosto i visitatori di «Notti animate sulle terrazze di Castel Sant’Angelo» potranno vivere la straordinaria esperienza di un suggestivo cammino nel cuore sacro e misterioso della Città Eterna. Varcato l’imponente portone della fortezza pontificia, si potranno attraversare sale e cortili di infinito pregio artistico e movimentate da decine di spettacoli, fino ad arrivare al Bastione San Marco da cui, attraverso un ingresso sormontato da una piccola cupola, si accede al Passetto, il tratto di mura che collega la Mole Adriana ai palazzi Vaticani. Edificato intorno al 1277 per volontà di Papa Niccolò III, che per primo trasferì la residenza pontificia dal palazzo Lateranense, scarsamente protetto, a quello Vaticano, circondato dalle mura fortificate della «Civitas Leonina» e situato in prossimità della salda fortezza di Castello, sorge su parte delle vecchie mura difensive fatte erigere da Leone IV per realizzare una sorta di corridoio - menzionato in romanesco «Coridore de Borgo» anche in un sonetto del Belli - che consentisse un collegamento rapido e protetto tra la sede pontificia ed il Castello, in grado di garantire l’incolumità del Papa anche in situazioni di estremo pericolo. Il Passetto svolse diligentemente la sua funzione di «via di salvezza» fino al XVII secolo: tra i primi a percorrerne rapidamente gli 800 metri di lunghezza per trovare protezione all’interno di Castel Sant’Angelo, fu Alessandro VI Borgia (1492 - 1503), costretto a fuggire nel 1494 davanti alle truppe di Carlo VIII. La fuga più famosa, invece, fu certamente quella di Clemente VII, che nel 1527 sfruttò il «Corridore» per sfuggire ai Lanzichenecchi che saccheggiarono e devastarono Roma. Storicamente questa fu l’ultima grande impresa legata al Passetto, che con la fine del Cinquecento vide tramontare inesorabilmente la sua funzione difensiva ma non l’interesse per le storie che gli ruotano intorno. Tra le più popolari, l’utilizzo vagamente improprio che ne faceva il poco casto Rodrigo Borgia, passato alla storia come Papa Alessandro VI. Si vocifera, infatti, che lo utilizzasse per raggiungere furtivamente i suoi appartamenti privati e, soprattutto, le sue numerose amanti. Aneddoto da cui la leggenda fa scaturire un particolare potere del Passetto: il dono di far recuperare la perduta virilità percorrendolo avanti e indietro per 77 volte di seguito.
Per info e prenotazioni: 0699341843