La passione del «duro» De Gasperi

Nelle lettere alla moglie il volto inedito del politico trentino

Alcide De Gasperi, fondatore della Dc e primo presidente del Consiglio nell'età repubblicana, era un uomo severo e arcigno in pubblico quanto tenero nel privato. Un «lato B» documentato da numerose lettere scritte alla moglie, Francesca Romani, prima e dopo il matrimonio: fu la maggiore delle quattro figlie, Maria Romana, a raccoglierle e pubblicarle in un epistolario intitolato Cara Francesca. «Perdona alle mie labbra avidamente tremanti», le scrisse in un'occasione quando ancora erano fidanzati. «Un'altra volta mi accontenterò di sentire le tue dolci braccia al collo e di baciarti nello splendore delle tue pupille. Ho fede in te, mio amore, e sono felice di amarti. Te lo ripeto perché queste parole ti suscitino quella corrispondenza di cuore e di senso che unisce i nostri esseri. Mi piaci anche nella tua esuberanza di vitalità fisica». Frasi sorprendenti in De Gasperi, uno che non sorrideva quasi mai, sempre ripreso con un'espressione accigliata.

Un uomo inflessibile, a costo di disobbedire alle richieste di papa Pio XII di aderire, nel 1952, all'ipotesi prospettata da don Luigi Sturzo di una coalizione aperta al Partito nazionale monarchico e al Movimento sociale pur di avversare il fronte delle sinistre. De Gasperi si oppose strenuamente e tra mille scrupoli di coscienza: «Proprio a me, un povero cattolico della Valsugana, è toccato dire di no al Papa», scrisse ai suoi collaboratori. Pacelli fu talmente indispettito che, pochi mesi dopo, si rifiutò di ricevere in Vaticano i coniugi De Gasperi in occasione del trentennale di matrimonio. «Come cristiano accetto l'umiliazione, benché non sappia come giustificarla», fu la sua reazione comunicata all'ambasciatore italiano presso la Santa Sede. «Come presidente del Consiglio italiano e ministro degli Esteri, l'autorità e la dignità che rappresento e dalla quale non posso spogliarmi neanche nei rapporti privati, m'impongono di esprimere lo stupore per un gesto così eccezionale e di riservarmi di provocare dalla segreteria di Stato un chiarimento». L'anno dopo De Gasperi diede le dimissioni e uscì di scena.

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