Patrick Dempsey: "Contro il cancro aiuti non solo medici a malati e famiglie"

L'attore Usa, protagonista della serie tv «Grey's Anatomy» interviene come testimonial dell'associazione «Breakaway from cancer» di Amgen, al congresso di oncocologia di Chicago. La madre ha avuto un tumore alle ovaie e lui ha fondato un Centro di aiuto a pazienti e famiglie

Sul grande schermo compare il viso popolare del chirurgo Dereck Sheperd, l'amatissimo protagonista della serie tv Grey's Anatomy.
Ma quello che interviene, in collegamento da casa sua, ad una tavola rotonda sul cancro nell'ambito del più grande appuntamento mondiale di onocologia, il congresso dell'Asco a Chicago, è l'attore Patrick Dempsey con la sua esperienza personale e i suoi dolori familiari.
Quarantasei anni, americano di origini irlandesi , considerato il nuovo George Clooney di Hollywood e icona sexy non solo negli Stati Uniti, l'attore ha deciso di impegnarsi in prima persona nella lotta al tumore ed è diventato testimonial di «Breakaway from Cancer», l'associazione fondata dalla società biotech californiana Amgen con l'obiettivo di sostenere in termini di educazione, prevenzione e cura, ma anche finanziariamente, i pazienti e le loro famiglie.
Dempsey racconta lo smarrimento nel quale lui e la sua famiglia piombarono nel 1997, quando alla madre fu diagnosticato un tumore alle ovaie.
«Per una famiglia -dice -è devastante ricevere una notizia così e tutte le informazioni in quel momento possono essere incomprensibili. Quando è capitato a me, ho navigato molto su internet, come mia sorella, ma tutti i siti non mi aiutavano molto a capire».
Le scelte mediche, innanzitutto, e quindi i professionisti più affidabili, ma anche le strutture sanitarie più efficienti per le cure, i farmaci, la dieta e poi i problemi finanziari, assicurativi, burocratici, il pellegrinaggio estenuante da un ufficio all'altro per permessi, autorizzazioni, documenti di ogni genere.
«Mia madre ha sconfitto per 4 volte il cancro alle ovaie - continua Patrick - ed ho visto da vicino come la malattia ha un impatto sulla vita quotidiana. Per questo sono felice di aiutare Amgen nel fornire un valido supporto a tutti i pazienti, i sopravvissuti e a coloro che li assistono, medici e familiari. Spero che la mia esperienza possa essere di esempio ad altre persone e che possa aiutarle a trovare l'aiuto che cercano».
Se per lui, famoso attore con grandi disponibilità finanziarie e tante conoscenze importanti quel calvario è stato un calvario, c'è da immaginare che cos'è per un uomo qualunque.
Dempsey l'ha capito e ha fondato un centro dove la gente possa ottenere aiuto e informazioni.
Si chiama « Patrick Dempsey Center for Cancer Hope & Healing» e offre diversi servizi per migliorare benessere e qualità della vita dei malati e delle loro famiglie.
«Si è rivolto al nostro Centro, ad esempio, un malato disperato - racconta l'attore-, che non sapeva come affrontare il tumore, come evitare che questo fatto devastasse la sua famiglia e i suoi 4 figli e, soprattutto, come poteva superare i grandi problemi finanziari che aveva di fronte. Noi l'abbiamo aiutato un po' su tutti i fronti e ha recuperato un po' di fiducia e serenità, mentre i bambini venivano sostenuti con la "play therapy". Il nostro non è un ospedale ma una struttura di supporto per tutti i problemi collegati alla malattia. Arrivano tanti malati in difficoltà e a volte sono davvero senza speranza».
Medici, avvocati, giornalisti parlano molto di prevenzione, nella tavola rotonda, dello stile di vita sano, della diffusione dell'obesità che aumenta tanto i rischi e sempre si arrriva alla domanda cruciale sugli aspetti economici: per prevenire il cancro sono necessari tanti esami e screening continui, ma chi li paga ( soprattutto in Usa dove l'assistenza sanitaria pubblica non c'è)?
Chiedono a Dempsey che cosa direbbe al presidente Barack Obama, se avesse 10 minuti per parlare con lui.
«Gli chiederei - risponde l'attore- di fare tutto il possibile perchè il malato sia trattato come un tutt'uno, come una persona nel suo insieme, con tutti i diversi problemi che comporta quella condizione dolorosa. Ci vuole coordinamento, per aiutarlo da tutti i punti di vista. Mia madre non capiva i messaggi che le arrivavano, perchè tutto era frammentato, parziale, ogni aspetto non teneva conto dell'altro. Il chirurgo, il medico, il dietologo, il funzionario pubblico, l'assicuratore parlavano ognuno con il suo parziale punto di vista. É questo che bisogna evitare. Perchè la nostra società è troppo attenta al denaro e subordina ad esso anche la salute. Ma noi tutti abbiamo la responsabilità di prenderci cura l'uno dell'altro. Cosa che oggi non facciamo».
É un atto d'accusa quello che Dempsey pronuncia alla tavola rotonda organizzata dall'Amgen. E non riguarda solo gli Usa, ma tutto l'Occidente, Italia inclusa.
Per questo, il protagonista di «Grey's Anatomy» ha voluto mettere la sua immagine e non solo a disposizione di «Breakaway from Cancer», un'istituzione che vuole diffondere a livello internazionale il messaggio positivo: « Non sei solo nella lotta contro il cancro».
In particolare, vuole farlo attraverso le storie e le esperienze di coloro che sono riusciti a sconfiggere la malattia o personalmente o indirettamente.
Un altro testimonial è Lance Armstrong, il campione USA di ciclismo, che ha affrontato e sconfitto un tumore al testicolo. Da allora ha deciso di scendere in campo per aiutare attivamente i malati di cancro che lottano contro i tumori e i loro familiari.
L'Associazione creata nel 2005 da Amgen collabora anche con altre 4 organizzazioni non profit: Prevent Cancer Foundation, Cancer Support Community, Patient Advocate Foundation e National Coalition for Cancer Survivorship, tutte rappresentate nella tavola rotonda al congresso dell'Asco. Ne sostiene i programmi attraverso eventi ed iniziative per la raccolta fondi, come le Breakaway Rides, le corse in bicicletta dedicate ai malati di cancro, a coloro che hanno sconfitto la malattia e ai loro familiari.