Pauline Jaricot

Nacque nel 1799 a Lione, settima figlia di un industriale della seta. Pauline ebbe un’educazione accuratissima e si interessò presto alla condizione religiosa della Francia. La tempesta rivoluzionaria e poi quella napoleonica avevano lasciato il popolo in sfacelo morale e nell’analfabetismo religioso. Pauline, che aveva un fratello seminarista, Fileas, si convinse che la riconquista al cristianesimo dei francesi doveva essere organizzata con metodo. Ideò un sistema in cui dieci persone di sua fiducia coinvolgessero ciascuna altre dieci, e così via. Nel 1822 riunì un primo gruppo di laici che costituì il Consiglio della Propagazione della Fede. Già l'anno seguente l'opera veniva approvata dal papa Pio VII. Questo papa aveva conosciuto la deportazione e, dopo la caduta definitiva di Napoleone, incoraggiava tutte quelle iniziative che avrebbero potuto concorrere alla rinascita della fede. Nel 1826 l'instancabile Pauline organizzava il Rosario Vivente o Perpetuo e nel 1831 dava vita alle Figlie di Maria, suore senza abito e senza obbligo di clausura. Nel 1845 creava l'Opera delle Operaie, aprendo anche un laboratorio modello i cui profitti andavano all'assistenza delle operaie, appunto. Ma per quest'opera la Jaricot commise l'errore di affidarsi a un affarista senza scrupoli. Il laboratorio fallì e lei finì in miseria. Amica del celebre Curato d'Ars (s. Jean Vianney), morì, iscritta nell'elenco dei poveri, nel 1862.