Il Pdl: "Rovesciato l'ordine democratico"

La maggioranza non ci sta. Il Pdl respinge duramente
la decisione presa dalla Corte Costituzionale di boccare in parte il
legittimo impedimento: "Così ci si affida alla valutazione soggettiva del
magistrato". La Gelmini: "Il premier è oggetto di persecuzione". Lega: "La Consulta è ostile"

Roma - La maggioranza non ci sta. "Ponzio Pilato sarebbe stato più audace nel manifestare il proprio giudizio". Il Pdl respinge duramente la decisione presa dalla Corte Costituzionale di boccare in parte il legittimo impedimento: "Così ci si affida alla valutazione soggettiva del magistrato". Ad ogni modo il portavoce del Pdl Daniele Capezzone assicura: "La decisione non avrà ripercussioni su un Premier che per tre volte in tre anni è stato scelto dalla maggioranza degli italiani". Dura anche la Lega Nord che accusa la Consulta di essere "ostile al governo".

Bondi: "Rovesciato l'ordine democratico" "Oggi - commenta a caldo il coordinatore Pdl, Sandro Bondi - la Consulta ha stabilito la superiorità dell’ordine giudiziario rispetto a quello democratico, rimettendo nelle mani di un magistrato la decisione ultima in merito all’esercizio della responsabilità politica e istituzizonale". Poi Bondi spiega: "Siamo di fronte al rovesciamento dei cardini non solo della nostra Costituzione, ma dei principi fondamentali di ogni ordine democratico".

Gelmini: "Premier oggetto di persecuzione" "La sentenza della Corte costituzionale non mi sorprende - commenta il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini - non risolve e rischia di riproporre lo stesso schema noto a tutti gli italiani: il presidente del Consiglio continua a essere palesemente oggetto di una persecuzione di alcune procure politicizzate, iniziata nel 1994". "La vera anomalia dell’Italia - aggiunge il titolare dell'Istruzione - non è certo costituita da Berlusconi ma da chi, attraverso azioni che nulla c’entrano con la politica, tenta di sovvertire il giudizio degli italiani. Questo tentativo però è destinato a fallire come sempre. Il presidente Berlusconi e il governo proseguiranno dunque la loro azione riformatrice per cambiare e modernizzare l’Italia. Gli italiani hanno più volte deciso, con il loro voto, con chi stare".

Brambilla: "Magistrati a gamba tesa" "La decisione della Consulta non ha demolito l’impianto della legge sul legittimo impedimento, riconoscendolo valido ed efficace", dice il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla. Poi aggiunge: "Prendiamo comunque atto che ancora una volta la magistratura riesce ad entrare a gamba tesa sulle decisioni del Parlamento, ma questo non influirà in alcun modo sulla attività e sulla durata del governo".

Le accuse del Pdl "In questo modo - tuona il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli - il premier, per quanto impegnato nella sua veste istituzionale, dovrà impiegare il suo tempo per spiegare perchè non ha tempo per essere in Tribunale". "La sentenza complica le cose - continua il pdl - restituendo alla valutazione soggettiva del magistrato fatti e circostanze che dovrebbero imporsi invece con la forza della loro oggettività". Poi Capezzone rincara: "Fino a quando la sinistra resterà prigioniera dell’illusione e dell’ossessione giudiziaria come scorciatoia per contrastare Berlusconi, sarà destinata alla sconfitta".

Pecorella: "Leggi scritte dalla Consulta" "La decisione della Consulta dimostra che ormai le leggi le scrive la Corte Costituzionale", sottolinea Gaetano Pecorella osservando che "la decisione finisce per lasciare nelle mani del giudice la decisione sui tempi dell’attività politica". Così decidendo, "la Consulta ha voluto evitare situazioni in cui l’impegno politico fosse preordinato al rinvio del processo". A modo di vedere di Gaetano Pecorella, "se il giudice ne farà buon uso e rispetterà i limiti, potrebbe essere una soluzione che prende atto della necessità delle funzioni legate all’esercizio della presidenza del Consiglio. Tutto dipenderà dalla correttezza del giudice". In ogni caso, Pecorella ha la netta sensazione che "a volte la Corte vada oltre i suoi compiti. C’è una certa prassi, ormai consolidata, secondo la quale a scrivere le leggi è ormai la Consulta. Forse ci si dimentica che il Parlamento è eletto dal popolo, la Consulta no. Il problema è che ormai la Corte ha esteso i suoi interventi".

Quagliariello: "Democrazia limitata" "E' una sentenza inutile, che non si fa carico dello squilibrio che l’ordinamento costituzionale ha ricevuto dalla modifica dell’articolo 68 secondo comma, che dal 1994 tanto nocumento ha portato alla vita politica italiana trasformando la sacrosanta autonomia del potere giudiziario in irresponsabilità e spesso in sopraffazione del potere politico legittimato dalla sovranità del popolo", afferma il vicecapogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello criticando la decisione della Consulta. "Ancor più dopo questa sentenza la democrazia italiana resta una democrazia a legittimità limitata - sostiene Quagliariello - sul Parlamento ricade più forte la necessità di ripristinare un equilibrio tra poteri sovrani".

Lega: "Non strumentalizzare la sentenza" "La sentenza della Consulta, che pone alcuni paletti all’applicazione della legge sul legittimo impedimento, non deve essere strumentalizzata a fini politici - tuona il Carroccio - guardando ai prossimi appuntamenti che impegneranno Governo e maggioranza nell’immediato futuro, conviene compiere un passo alla volta". "Dalla Corte Costituzionale non c’era da aspettarsi altro - commentano i capigruppo della Lega alla Camera e al Senato, Marco Reguzzoni e Federico Bricolo - sapevamo benissimo che la maggioranza dei giudici della Corte ha un atteggiamento ostile nei confronti dei provvedimenti voluti da questo governo". I due esponenti del Carroccio spiegano che "non c'è sentenza della magistratura che può bloccare l’azione dell’esecutivo".