Pecorino e non solo: un viaggio nei sapori decisi della Tuscia

A soli 40 chilometri a Nord di Roma, situata ai piedi dei monti Cimini e Sabatini, la città di Nepi, in questo primo fine settimana di maggio, invita a gustare i sapori genuini della sua terra, con la Sagra del pecorino romano e dei prodotti tipici della Tuscia. Fino a domani sera, infatti, saranno allestiti stand per degustazioni enogastronomiche, alla scoperta dei sapori originari e robusti della Tuscia, dal pecorino all’abbacchio, per continuare con la coppa, le salsicce bianche e nere, la «scapicollata» e i «bevarelli», per poi finire coi tradizionali tozzetti alle nocciole e la «romanella». Nepi sorge su un promontorio tufaceo protetto naturalmente da due profondi canaloni lentamente scavati dal Rio Puzzolo e dal Rio Falisco, affluenti del Treia. Il fondo di queste vallate ancora oggi è occupato da una folta vegetazione, che riesce nonostante tutto a mantenere intatto il suo habitat naturale. Queste gole alte centinaia di metri, che destano tuttora timore e stupore, hanno avuto un’importanza fondamentale per tutta l’Etruria Meridionale e ne hanno condizionato la cultura. Le loro ramificazioni e interconnessioni costituiscono una specie di rete viaria urbana, un mondo sotterraneo che differisce nettamente dalla superficie esposta. La città, così naturalmente fortificata, fu chiamata «claustra Etruriae», la porta dell’Etruria. Questa «isola tra i dirupi», conserva numerose ed importanti testimonianze degli Etruschi, gli antichi abitanti di queste zone, fornite dalle varie necropoli rinvenute, le cui tombe sono risultate ricche soprattutto di corredi funebri. Merita attenzione la campagna circostante, che per la sua pittoresca bellezza fu immortalata da Massimo D’Azeglio nella prosa e nel disegno, dal Carot nella pittura. Da visitare il castello, il palazzo comunale e l’acquedotto del 1500, il duomo e la chiesa di San Biagio del X secolo.