Pedro Calungsod

Era un filippino nato verso il 1654 nella regione di Visayas. Nell’isola di Cebu, facente parte dell’arcipelago delle Filippine, i gesuiti avevano fondato un collegio e il Calungsod era uno degli allievi. Forse era anche un catechista, perché fece parte di un gruppo scelto per accompagnare i padri a fondare una missione nelle cosiddette Isole dei Ladroni, abitate dai pagani Chamorros. La spedizione fu coronata dal successo e le isole vennero ribattezzate Marianne in onore della Reggente di Spagna. Ma nel 1671 una forte siccità fornì il destro al cinese Stanglay Cocho per aizzare gli sciamani «macanjas» contro i battezzati. Seguirono quaranta giorni di disordini. A loro si unirono gli «urritaos» (giovani prostituti, ovviamente stigmatizzati dai cristiani). Questi diffusero la voce che i missionari battezzavano con acqua avvelenata e molti, i cui piccoli erano morti di malattia, credettero loro. Il b. Diego Luís de San Vitores, capo dei missionari, per dimostrare l’assurdità delle calunnie, invocò pubblicamente la pioggia e subito ne cadde a catinelle. Ma questo non servì che a fargli dare dello stregone malefico. L’anno seguente il b. Diego e il diciassettenne Calungsod si recarono nel villaggio di Tomhom, nell’isola di Guam. Qui seppero che all’ex cristiano Matapang era nata una figlia. Chiesero di poterla battezzare. Matapang, sebbene a suo tempo il gesuita gli avesse salvato la vita, andò a chiamare un certo Hirao e insieme a lui si presentò armato ai due missionari. Questi vennero uccisi a colpi di lancia e i loro corpi gettati in mare. Non si poté più recuperarli.