Pelle bella e sana? Un sogno che diventa realtà

Il dottor Alberto Armellini illustra come grazie a radiofrequenza essenziale, peelings e biolifting si dice stop all'invecchiamento.

La voglia di mare e di sole si fa sentire sempre più, così tante donne e uomini corrono negli studi dei chirurghi plastici per farsi trovare pronti all'appuntamento con l'estate. La prima cosa che si nota è la pelle e scrutandola si cerca di capire l'età del nostro interlocutore. La cute è specchio del nostro stato di salute, quando è luminosa e compatta esprime una condizione di benessere; viceversa quando è opaca e spenta indica una condizione di negatività generale. Ne parliamo con il dottor Alberto Armellini, specialista in Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva, diplomato alla Scuola Internazionale di Medicina Estetica. È direttore del Gianicolo Plastic Surgery Institute ed è diventato esperto di bellezza al sole di Malibù, in quel paradiso di vip che è la California. Il chirurgo romano si prende cura della bellezza di modelle, attrici, principesse e di tanta gente comune. Ma sui nomi la riservatezza è totale.
Dottor Armellini cosa determina l'invecchiamento?
«Da un po' di anni, con il mio maestro Edward Terino di Los Angeles, abbiamo sviluppato un concetto nuovo di invecchiamento del volto che supera il vecchio concetto di invecchiamento cutaneo. Quando il paziente si specchia e non si piace più, ciò che vede è il risultato di un processo complesso che è dovuto alla somma di più meccanismi che avvengono ai quattro livelli del volto: cutaneo, sottocutaneo, muscolare e osseo. L'invecchiamento è dovuto a diversi fattori: genetici, abitudini di vita, ambientali»
Cosa avviene a livello cutaneo?
«Con il passare del tempo l'acido ialuronico, l'elastina e il collagene, elementi costituenti della cute, si riducono di concentrazione con conseguente riduzione di elasticità e tono della pelle. Tutto ciò favorisce l'insorgenza di rughe, solchi, rilassamenti, macchie ed opacità; in tal modo il viso assume un aspetto stanco e spento».
A che età è giusto cominciare a curarsi?
«La cosa importante da ricordare è che la Medicina Estetica è una medicina preventiva e curativa, quindi i pazienti dovrebbero cominciare a curarsi prima che il tempo si manifesti. Pertanto è importante in giovane età rivolgersi a medici specialisti in chirurgia plastica o diplomati in medicina estetica o dermatologi e fin da giovani prendersi cura dell'organo più esteso che abbiamo: la cute.
Quali sono le terapie per combattere l'invecchiamento?
«Oggi abbiamo a disposizione più scelte terapeutiche da usare singolarmente o in associazione fra loro a seconda delle necessità del singolo paziente. Grazie al check-up cutaneo riusciamo a fare una diagnosi che ci consente di personalizzare i trattamenti. Le procedure più eseguite sono i peelings che riducono le macchie e donano grande luminosità, il bio-lifting ristruttura la pelle e la radiofrequenza ricompatta la cute con un effetto tensore. È bene ricordare che oltre a sottoporsi a periodici trattamenti di medicina estetica la cosa più importante è prendersi cura di se stessi quotidianamente, che vuol dire non fumare, prendere il sole con criterio proteggendo sempre la cute, svolgere attività fisica costante, alimentarsi correttamente ed avere una vita affettiva soddisfacente».
La radiofrequenza essenziale è dolorosa?
«Assolutamente no. È una procedura dolce, dura circa 20-30 minuti, e consente presentabilità immediata. Già dopo la prima seduta si nota un miglioramento della tensione e compattezza cutanea, ma dopo 3-4 si ha un risultato importante. Tale trattamento permette di ottimizzare anche i risultati chirurgici, la cosa fondamentale è che sia gestito da personale medico specializzato e di approvata esperienza».
Possiamo dire che ci si può curare a tutte le età?
«Si. Dobbiamo curarci sempre e non è mai tardi per farlo. Nel mio studio vengono uomini e donne di tutte le età; ho mamme, nonne e figlie ognuna con le proprie esigenze ma tutte con lo stesso desiderio di benessere, di piacere e di piacersi».