Una percentuale ai medici che fanno risparmiare la Asl

Iniziativa della «Roma E» per ridurre la spesa per la prescrizione di farmaci: ai dottori andrà una parte delle risorse recuperate

In queste ultime settimane l’azienda sanitaria Roma E sta sottoponendo ai medici di base convenzionati una proposta d’accordo aziendale per la medicina generale. In linea con le direttive regionali, il documento stila i risultati da conseguire nel 2007. Questi riguardano aspetti come la prevenzione, l’appropriatezza organizzativa, la formazione, la semplificazione amministrativa e la qualità del servizio.
Fra gli obiettivi elencati ve n’è uno, però, che solleva preoccupazione e che consiste nel richiedere la partecipazione del medico di base al fine di costituire un «Fondo per lo sviluppo delle cure primarie». Un’esigenza motivata sostanzialmente dalla necessità di ridurre la spesa farmaceutica e scaturita da un problema oggettivo: «Dai dati regionali - recita il documento - emerge che il consumo di alcuni gruppi terapeutici di farmaci nella Asl Rm E è fuori controllo e in crescita rispetto alla regione e alla nazione. I loro costi percentuali appaiono eccessivi rispetto all’epidemiologia del territorio». L’azienda ritiene perciò che «i controlli compiuti in passato sugli iper-prescrittori non hanno sortito effetti apprezzabili» e, per ribaltare la situazione che si è venuta a delineare, propone d’instaurare un sistema premiante che miri a incentivare il coinvolgimento dei medici di medicina generale, così che questi prendano a cuore il problema del contenimento della spesa farmaceutica e s’impegnino maggiormente nel raggiungimento degli scopi stabiliti in questo ambito.
L’invito rivolto ai medici di base consiste, in particolare, nel riportare la spesa farmaceutica dei propri pazienti (almeno che già non lo sia) sotto la soglia dell’indice di riferimento regionale che è pari a 175 euro pro-capite. Ma se da un lato il fine prefissatosi appare comprensibile, dall’altro suscita alcuni timori il mezzo che s’intende utilizzare. Secondo il sistema premiante descritto all’interno del documento, i medici di base che nel 2007 faranno registrare una riduzione della spesa farmaceutica dei loro assistiti avranno infatti automaticamente diritto a una percentuale sulle risorse recuperate, mentre il restante andrà al «Fondo per lo sviluppo delle cure primarie». In altre parole, intascheranno una parte di quei soldi che l’Asl Rm E economizzerà grazie al loro impegno al risparmio sul fronte delle prescrizioni.
Il documento è ora al vaglio della commissione etica di medicina, chiamata a fornire un parere indicativo in proposito, oltre che dei medici di medicina generale, che a breve dovranno decidere o meno se aderire al progetto. Davanti a loro si pone un problema di ordine morale e deontologico. Il fatto di prendere una percentuale (di natura progressiva) sulle risorse economiche che contribuiranno a recuperare attraverso una riduzione della spesa farmaceutica rischia inevitabilmente di interferire sulla loro libertà di prescrizione. Il che, di riflesso, rappresenta un pericolo per la salute dei loro assistiti: estremizzando il risparmio su questo capitolo di spesa il sistema potrebbe inficiare la qualità dell’intervento farmacologico, conducendo a una maggiore ospedalizzazione e generando nel medio termine ripercussioni negative sulla spesa ospedaliera (che è ben più onerosa di quella farmaceutica). Per non parlare dei costi umani e sociali che un ricovero ospedaliero porta con sé.