Con la «pet-therapy» più tranquillità ai malati

Le coccole agli animali alleviano le sofferenze. L'impatto positivo sui bambini e gli anziani

Franca Iannici

La pet-therapy (pet, ossia «animale da accarezzare, coccolare» e therapy, «prendersi cura») entra nelle corsie degli ospedali italiani per alleviare le sofferenze dei malati e da 10 anni a questa parte si è dimostrata una terapia efficace con adulti, anziani, disabili e soprattutto con i bambini. Il principio si basa sull'utilizzo del rapporto speciale che certe persone instaurano con gli animali per favorire il processo terapeutico (psicologico, fisico e sociale). Il contatto tra animale e paziente rilassa la mente e il corpo liberando dallo stress e dal dolore fisico, diminuisce l'ansia riducendo il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la depressione e con la produzione di endorfine si genera uno stato di naturale tranquillità che aiuta a ritrovare il buonumore. Favorisce, inoltre, la socializzazione, migliora l'apprendimento e incoraggia la comunicazione in soggetti affetti da demenze senili, autismo e sindromi, come quella di Down.

È nata, così, la collaborazione tra l'ospedale Fatebenefratelli e l'associazione Frida's friends onlus e nel reparto pediatrico dell'ospedale milanese sono arrivati cani addestrati che stanno vicino ai piccoli pazienti sia nei momenti di svago sia in quelli di particolare tensione e paura, come gli esami del sangue e altre terapie. «Abbiamo avuto riscontri molto positivi con la pet-therapy - spiega il professor Luca Bernardo, del Fatebenefratelli - in particolare i bambini percepiscono meno il dolore se accanto a loro hanno un cane, e questo è verificato grazie all'esperienza con centinaia di piccoli pazienti».

Nella pet-therapy è possibile utilizzare diversi animali tra cui cani, gatti, conigli, uccelli, cavalli (ippoterapia), asini (onoterapia), delfini (delfinoterapia) e rapaci (falconeria).

ll cane, però, è l'animale che viene più facilmente coinvolto per la terapia, probabilmente in quanto è stato il primo, tra gli animali, con il quale l'uomo ha instaurato un legame. Inoltre, i cani sono in grado di leggere il linguaggio corporeo del soggetto, come l'espressione del viso e gli atteggiamenti fisici, e di percepire, attraverso le secrezioni ormonali, i diversi stati emotivi dell'uomo come ansia, sofferenza, depressione, preoccupazione, nostalgia e tristezza. A questi stati d'animo, il cane risponde con il contatto fisico, il gioco, le coccole, il calore e la vicinanza. Ma da dove provengono i cani che entrano negli ospedali? Sono «cani recuperati», con alle spalle storie di abbandono, randagismo o maltrattamenti, ed è bello pensare che siano oggi in grado di recuperar, a loro volta, bambini con problemi psicofisici anche gravi» ,dice Mario Colombo, presidente di Frida's Friends.

L'associazione senza scopo di lucro nata nel 2012 con l'obiettivo di diffondere la cultura e la pratica della così detta «terapia dolce». La pet-therapy, sarà allargata anche al Centro disagio adolescenziale e a chi subisce atti di bullismo (fridasfriends@gmail.com).