Con le piastrine si rigenerano i tendini infiammati

Gomito del golfista, del tennista, del falegname, della casalinga. Tutti coloro che utilizzano l'arto superiore in modo intenso, ripetitivo, prolungato e senza riscaldamento possono diventare vittime di tendiniti, cioè di infiammazione al tendine del gomito. Una patologia in molti casi invalidante e particolarmente fastidiosa se si considera che anche comuni attività quotidiane come girare la chiave nella serratura, avvitare un coperchio, stringere un oggetto, diventano un problema. Nei casi più semplici, è sufficiente il riposo, del ghiaccio, un antinfiammatorio. Per molte forme occorrono ben altri rimedi. Ne parliamo a Roma con il dottor Fabio Lodispoto, ortopedia e traumatologia, specialista in medicina dello sport (www.lodispoto.it).
«Ogni tendine del corpo umano può infiammarsi. Le forme più frequenti sono quelle che colpiscono il gomito, il tendine di Achille, la cuffia dei rotatori della spalla, il tendine rotuleo. Si manifestano in presenza di una intensa attività sportiva o lavorativa. Il dolore per l'infiammazione del tendine di Achille può essere così violento da rendere il passo claudicante. Due sono le forme di infiammazione: acuta e cronica. Per la prima - precisa il dottor Lodispoto - basta riposo e fisioterapia. La seconda richiede quasi sempre il bisturi. Con la lama si incide il tendine, si asportano le zone danneggiate, calcificate e si pulisce il tessuto sano residuo. Buoni i risultati, ma a prezzo di una ripresa lenta. Esistono soluzioni chirurgiche miniinvasive che permettono recuperi più veloci e che lasciano sulla pelle cicatrici quasi invisibili. Le infiltrazione di cortisone vanno effettuate solo nei casi più resistenti, sono di dubbia efficacia ed a volte dannose: se la tendinite si è cronicizzata la recidiva a distanza di pochi mesi è sicura nel 50% dei casi. I trattamenti più innovativi sono quelli che impiegano i fattori di crescita piastrinica (PRP - plasma arricchito da piastrine): sono ottenuti per separazione dallo stesso sangue venoso del paziente e iniettati localmente per via infiltrativa. Promuovono una immediata attività biologica riparativa. I risultati preliminari sono incoraggianti e per questo molti atleti che non possono sottoporsi a lunghe riabilitazioni a causa di impegni agonistici hanno scelto queste cure». La chirurgia offre la guarigione nell'80-90% dei casi. «Tre le metodiche utilizzate dal chirurgo per l'infiammazione tendinea al gomito (epicondilite): a cielo aperto, percutanee, artroscopiche. Con l'artroscopia - afferma il dottor Lodispoto - si opera invece dentro l'articolazione. Due fori nella pelle per penetrare nel gomito con telecamera e appositi strumenti. I chirurghi artroscopici devono essere molto esperti».