Un piccolo museo adatto ai visionari

Il padiglione dei sognatori propone 10 lettini dai quali ascoltare racconti meravigliosi

Ariela Piattelli

La «visionarietà», la capacità di produrre visioni e di catalogarle in un luogo immaginario, rappresenta una tra le più felici scoperte sia in un ambito artistico, sia scientifico. Lo scopritore di questa nuova “disciplina” è l’artista-artigiano piemontese Antonio Catalano che, fino al 19 febbraio, espone le sue opere nell’area pedonale del Parco della Musica nell’ambito di «Sconfinatamente».
«Universi Sensibili» appare agli occhi del visitatore come un’isola dell’immaginazione, della fantasia: composto da ben sette «padiglioni delle meraviglie», il percorso propone un viaggio in universi fantastici. Un padiglione, dedicato agli artisti del XIX secolo, raccoglie dieci sculture che i visitatori possono far palpitare. Il padiglione dei sognatori presenta invece dieci lettini dai quali si possono ascoltare racconti di sogni. Si possono scoprire le immaginifiche meraviglie degli abissi nel padiglione del mondo sommerso, dove sono raccolti resti di specie marine incredibili. I resti archeologici di un antico popolo sono raccolti nel «padiglione del popolo di Ba»: Catalano ha creato un museo, in un’atmosfera i cui sembra sentir l’odore del glorioso passato di questo popolo immaginario, e dove ha esposto oggetti che rimandano all’abbigliamento, all’alfabeto, strumenti di lavoro e giocattoli dei «Ba». E dopo un padiglione di insetti fantastici, dove il visitatore deve scrivere sul muro una proposta di nome e verso per ogni insetto, con stupore si entra nel laboratorio di Mago Cotrone, il celebre personaggio di Luigi Pirandello. Il desiderio di alcuni grandi artisti del ’900 era quello di riuscire a far entrare i visitatori nell’opera d’arte: a questo ha pensato Catalano quando si è cimentato nella creazione degli «armadi sensibili», un’esposizione interattiva in cui è possibile entrare in ogni armadio che contiene stimoli visivi, musicali e teatrali. «Chi produce visioni raccoglie la realtà trasfigurandola, cogliendone l’anima - spiega Catalano -. La visionarietà è una fonte di indagine su universi paralleli, è complementare alla freddezza della scienza applicata. Il visionario legge il mondo circostante, lo ascolta, lo trasfigura. Il visionario abolisce con il sorriso la dittatura della realtà e induce a riflettere su se stessi». Ingresso 5 euro.